domenica, 30 agosto 2009, ore 20:13

“C'è da portare una macchina da Carletti”. Il mio terzo giorno di lavoro si aprì con questa richiesta: teoricamente avrei dovuto preparare le vetture nuove in officina, ma così non fu. Visto che la concessionaria di Carletti si trova a Mirandola e avrei dovuto affrontare 30 km di cemento ardente attraverso la bassa modenese, la proposta generò in me una sensazione di eccitazione. Io sono nato e cresciuto nella zona pedemontana della provincia di Modena, dove sulla bassa circolano strane leggende: in queste, l'uscita 10 della tangenziale sembra essere qualcosa di paragonabile alle Colonne d'Ercole dell'antichità, alle Sfingi della Storia Infinita o alla porta dell'Inferno dantesco, a seconda delle versioni. In effetti, la gente che si addentra nella bassa tende ad andare a Nonantola, sede del celeberrimo Vox, o a Carpi, la seconda città più grande della provincia: su cosa ci sia lungo la Strada Statale 12 (nota anche come Strada Canaletto Nord) o tra questi due comuni ed il Po, in terra pedemontana non è dato saperlo. Anche le cartine, gli atlanti e Wikipedia sono molto cauti a dare informazioni su questa terra, contribuendo alla creazione di questo alone di mistero che rende il triangolo Carpi-Concordia-Finale Emilia qualcosa di affine a quello delle Bermuda: ecco, Mirandola si trova nel suo baricentro geometrico. Nel consegnarmi le chiavi della C3 Perfect, gli sguardi tra il pietoso e l'intenerito dei miei colleghi mi facevano sentire come Atreyu mentre si apprestava a salire sul fedele Artax per portare l'Auryn all'Imperatrice Bambina: ero il più giovane del mazzo ma, pur essendo cresciuto in mezzo a strane storie, mi sentivo molto più entusiasmato che timoroso. Una volta partito, mi ritrovai in una manciata di minuti all'uscita 10 della tangenziale e iniziai a capire il perché di tante leggende: la sua strettezza, la sua posizione più distaccata rispetto alle altre uscite ed il logoramento del suo cartello le danno l'aria dell'ingresso ad un mondo spettrale. Anche la Canaletto perpetra questa impressione: l'asfalto scosceso e le vibrazioni indotte da esso la fanno sembrare una mulattiera desueta, nonostante l'alto volume di traffico quotidiano. Già, il traffico: anch'esso ha qualcosa di strano. Certo, sarà la tortuosità della strada. Sicuro, sarà l'elevata presenza di camion. Eppure questa processione di veicoli a passo lento non fa che amplificare l'idea che ci si stia recando verso Silent Hill. Vogliamo poi parlare degli sguardi dei guidatori che corrono in senso opposto? Occhi sbarrati e pietrificati, manco avessero sentito Gasparri dire qualcosa di intelligente. Poco dopo passai sotto il ponte della TAV e, complice anche lo sterminato campo di spighe dorate alte minimo due metri immediatamente successivo, capii subito che ora si faceva sul serio: “la città alle tue spalle è l'ultima frontiera della civiltà”, avrebbero cantato gli 883. In realtà, il primo centro abitato degno di tale nome che si incontra è un posto chiamato Bastiglia: ok, fin qui nessun problema, è solo un paese abitato da discendenti di rivoluzionari francesi emigrati a Modena durante il Terrore attratti dalla grande somiglianza tra francese e modenese (basta che vi ricordiate di usare avec invece di “con” e di ripassare le tabelline e siv bèle a post) o da gente che si è fumata il Candido di Voltaire. Nei 1.500 metri che separano questa enorme metropoli dal cartello di ingresso a quello di uscita, non si può fare a meno di notare il ristorante “Le Cardinal”, sghignazzare copiosamente e mandarli a cagher. Entrai quindi in Sorbara che, dimensioni a parte, ricorda la Dublino di inizio XIX secolo: non hanno assolutamente niente, fatto salvo dell'ottimo lambrusco nel quale annegano tutti i loro dispiaceri e che probabilmente utilizzano come fosse la pozione magica di Panoramix, nonostante l'unico effetto tangibile sia quello di trasformarli in piccoli Obelix. 5 km di nulla cosmico, neanche fossi in una highway del Nevada, e giunsi a San Prospero; curiosamente, 3 km di curve dopo il cartello, ne apparve uno del tutto identico. Eh? Ma come? Non l'ho appena visto il cartello “SAN PROSPERO”? Certo, ne sono sicurissimo. Ora, i casi sono due: o siamo davvero in una terra maledetta con tanto di poltergeist al seguito, oppure il posto è talmente insignificante che c'è bisogno di ripetere al malcapitato viaggiatore dove cazzo si trovi. Dopo aver scoperto che in questo luogo hanno addirittura i semafori (e i T-Red), notai con piacere che davanti a me si estendeva un tratto di strada apparentemente piacevole: il cielo di giugno color fiordaliso nel mezzo del quale troneggiava fiero e potente il re sole (nel caso foste rimasti a Bastiglia, non sto parlando di Luigi XIV) conferiva alla campagna circostante dei colori magnifici. L'immobile mare di smeraldo dei prati adiacenti alla strada contornato dalla barriera corallina dei vari alberi da frutto contribuiva a trasmettermi sensazioni di grande agio, tranquillità e serenità e farmi pensare che, in fondo, tutte le leggende che circolano sulla bassa fossero un tantino ingenerose. Beh, NO. Era la calma prima della tempesta, era la bellissima sala d'attesa prima di entrare nello studio del dentista, era la barzelletta di Clinton che va all'inferno. Quell'amena strada portava a Medolla. Come “Medolla”? Da quando in qua la provincia di Modena annovera una città che si chiama “Medolla”? Improvvisamente capii perché non l'avevo mai sentita nominare: è come quando gli abitanti di Springwood cancellarono ogni riferimento a Freddy Krueger dai giornali e da tutti i documenti in circolazione per far sì che la gente si dimenticasse di lui e non potesse più essere tormentata in sogno dallo spietato assassino. È difficile trovare parole per descrivere Medolla, anche se risulta piuttosto adeguata la locuzione modenese pustàz. A tratti, sembra Silent Hill, capace da un momento all'altro di passare dalla dimensione reale a quella spettrale. Altre volte diresti che sia una di quelle cittadine sperdute dell'Arkansas o della Georgia con 73 abitanti, tutti sdentati, bigotti e irascibili. Altre volte ancora, vista la presenza di stabilimenti biotech stile Umbrella Corp., dà l'impressione di essere Raccoon City dopo la prima epidemia di T-Virus. Fortunatamente, non venni assalito da zombie, rompers o rompicoglioni e potei proseguire. Finalmente, entrai nel comune di Mirandola, più precisamente in località San Giacomo R. . Beh? Da quando in qua ci si vergogna del proprio nome per esteso e lo si censura dal cartello di ingresso? Ma ve li immaginate, voi, dei cartelli con su scritto Levizzano R., Marano sul P. o Castel M.? Fa davvero così schifo quel R.? Questo pensiero mi avrebbe tormentato per tutta la giornata. Entrato in Mirandola, non mi accorsi che il cartello d'ingresso si bullava del fatto che fosse la città natale di Giovanni Pico perché nel suo nome non c'era neanche una R. In ogni caso, mi resi perfettamente conto di essere in un luogo completamente diverso: la terza città più grande della provincia, uno dei poli biomedicali più importanti al mondo, un posto con un senso. Dopo aver consegnato la macchina a Carletti mi intrattenni a conversare con la sua consorte, convinto che il dialetto mirandolese non fosse poi così diverso dal modenese di città: la mia faccia stile Homer Simpson quando diventò Homer Thompson (link) fu abbastanza esplicita riguardo alla questione. Presi la C4 Picasso da portare a Modena, ma nell'uscire dall'officina mi fermai un attimo all'inizio di Via Bruino e volsi lo sguardo verso Nord: cosa ci sarà dopo Mirandola? Poggio Rusco, certo, ma prima? Ci saranno luoghi ameni come prima di Medolla (AAAAAAARGH, MEDOLLAAAAAAA!!!) o altri posti da film horror? Certo, posti come Tramuschio e Verdonda avrebbero stuzzicato il palato della mia fantasia, se la mia fantasia avesse un palato, e mi fecero venire voglia di svoltare a destra una volta tornati sulla Canaletto, ma il richiamo del dovere fu inderogabile, cosicché mi diressi verso Modena. Fu bello fantasticare sulla bassa modenese e sulle sue leggende metropolitane, ma al ritorno ciò mi fu impossibile: il pensiero di quella fottutissima R. si era impadronito della mia mente.

Disclaimer: cari amici, anzi, fratelli della bassa, dedico a voi questo post. So che apprezzerete questo racconto più di chiunque altro, perchè siete persone autoironiche e dotate di grande senso dell'umorismo. Nel caso non lo foste, beh, che vi sbranino gli zombies di Medolla.

Ah, comunque R. sta per Roncole. Fa davvero così schifo?

Sproloquio di tommyblizzard alle 20:13

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categoria : racconti, lavurer

mercoledì, 11 giugno 2008, ore 17:27

Un mese e mezzo senza aggiornare... male, molto male! Purtroppo succede così, hai un periodo un po' impegnato dove non riesci a bloggare con continuità, perdi l'abitudine e non ti viene più in mente di aggiornare il blog. Se a questo aggiungi il fatto che quando poi ti viene in mente dovresti parlare di tantissime cose, hai un ulterriore deterrente che ti convince a non farlo. Ora che ho un po' di tempo libero visto che ho finito di lavorare, però, inauguro il nuovo template (quello vecchio era veramente orribile) e vi sparo un nuovo post tuttologo.
Partiamo dal lavoro appena concluso: bella esperienza, talvolta un po' impegnativo tener dietro ai ragazzi ma nel complesso sono soddisfatto. Credo di aver legato bene con loro e credo, nel mio piccolo, di averli aiutati per quanto potessi. È comunque preoccupante come ritratto dell'adolescenza (o pre-adolescenza) moderna: ok, vanno solo alle medie, però "ai miei tempi" (10 anni fa) non c'erano gli stessi livelli di strafottenza, mancanza di rispetto ed assenza di valori (dove per "valori" intendo avere un qualche ideale o qualche principio in cui credere). Ovviamente non mi riferisco a tutti e non voglio "demonizzare" i miei ragazzi, ai quali sono rimasto abbastanza legato, mi limito a denotare come certi comportamenti negativi siano molto più diffusi e frequenti in quella fascia d'età rispetto a quando la attraversavo io.
Passiamo poi alla politica: tiene banco la famigerata legge sulle intercettazioni. Berlusconi vorrebbe abolirle tranne che per i reati di criminalità organizzata (mafia, camorra et simila) e terrorismo e dare 5 anni di galera sia a chi le effettua che a chi le pubblica, Veltroni vorrebbe lasciarle libere ma impedirne la pubblicazione sui giornali, almeno fino all'inizio del relativo processo. Personalmente, vorrei libere intercettazioni e libera pubblicazione delle medesime in caso di fatti penalmente rilevanti. Cosa significa? Che se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male ieri notte non è giusto che venga pubblicata l'intercettazione (anche perchè, sinceramente, chi se ne frega); ma se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male perchè pensava a come corrompere il giudice, a come scalare illegalmente la banca, a come dare l'appalto agli amici, allora la gente deve sapere. Potrei dilungarmi a dismisura su questo tema e ribattere a ciascuna tesi a sostegno della legge di Berlusconi (basterebbe dire che Ferrara è d'accordo per far capire che è sbagliata) e, se volete, nei commenti lo farò; qua mi limiterò ad elencarvi una serie di casi di cui, con la proposta Berlusconi, non ci sarebbe stata nessuna conseguenza penale, nessuna indagine, niente, tutti ancora al loro posto, tutti "puliti", oppure, con la proposta Veltroni, di cui nessun cittadino (a parte i magistrati che si occupano della relativa indagine) sarebbe a conoscenza. Siete pronti? Calciopoli (Moggi & co.), i furbetti del quartierino (Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte, Coppola...), la clinica Santa Rita di Milano, Berlusconi-Saccà (oops!), Santa Maria Capua Vetere (i Mastella), Poseidone, Why Not? e le altre inchieste di De Magistris, mega truffa farmaci a Torino, mega truffa rifiuti a Napoli, solo per citare i più famosi. Altri casi scoperti grazie alle intercettazioni ma i cui processi sono iniziati/terminati (quindi di cui sarebbero potuti essere pubblicati i tabulati anche con la proposta Veltroni): crac Parmalat, caso Squillante (Previti che corrompe giudici), Lazio-gate (Storace che spia Marrazzo e la Mussolini alla vigilia delle Regionali 2005), dossier SISMI sugli "avversari" di Berlusconi (Pio Pompa, Pollari e Renato "agente Betulla" Farina), caso Abu Omar, dossier illegali Telecom eccetera... Avrei voluto mettere i link per ogni indagine, però diventava arduo, se volete approfondire ci sono Google e Wikipedia, in alternativa chiedete e vi sarà dato.
Passiamo poi al basket: si stanno disputando le finali NBA e quelle del campionato italiano. Nonostante la vittoria di Roma ieri sera, penso che il risultato finale sia scontato, tant'è che non ho guardato nessuna delle 4 partite finora disputate. Molto interessante invece la serie oltreoceano: Boston Celtics - Los Angeles Lakers, come ai vecchi tempi. Le due squadre più vincenti della storia della NBA, 30 titoli in campo (su 61, significa che dopo questa serie metà degli anelli saranno stati vinti dai celtici o dai lacustri) e tanta voglia di riscatto dopo annate deludenti da ambo le parti. Che Boston sarebbe arrivata in finale era ampiamente pronosticabile alla vigilia: dopo aver ceduto quasi tutti i loro giovani per aggiungere a Paul Pierce due campioni come Ray Allen e Kevin Garnett, la squadra si candidava seriamente a conquistare il 17° anello della loro gloriosa storia, il primo dopo 22 anni, quando la squadra di Larry Bird sconfisse 4-2 gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon. I Lakers invece ebbero un'estate travagliata: Bryant voleva un'altra star in squadra, preferibilmente sotto canestro, oppure minacciava di trasferirsi a Chicago. Non avvenne nessuna delle due cose, Kobe rimase a LA e la dirigenza decise di accontentarlo prendendo Pau Gasol, anche se solo a febbraio; da lì in poi, grazie all'innesto del catalano e al "cambio di marcia " di Odom, i Lakers riuscirono a conquistare il seed #1 ad Ovest e, nei playoff, a conquistare il titolo di Conference a spese dei campioni uscenti di San Antonio, complici anche le precarie condizioni fisiche di Ginobili. Nel mentre che vi scrivo, si sono giocate 3 gare ed il fattore campo è stato rispettato: 2-1 Boston. Nelle due partite al TD Banknorth Garden la differenza è stata fatta dai Big Three dei Celtics, in particolare da Pierce (curiosità: da ragazzo era tifosissimo dei Lakers e odiava Boston...), semplicemente devastante in attacco, ma sarebbe ingrato non spendere qualche parola per PJ Brown, 39 anni ad ottobre, importantissimo in gara 1 per sopperire al passaggio a vuoto di Perkins, e per Leon Powe, che sognerà per molte notti la sua prestazione mostruosa in gara 2. I Lakers hanno pagato la prestazione belinelliana di Bryant in gara 1 (9/25 dal campo) e il suo tardo risveglio in gara 2 che ha comunque fatto tremare i biancoverdi, quando si sono trovati solo a +2 dopo aver aperto l'ultimo quarto portandosi in vantaggio di 24 punti. Gara 3 allo Staples Center... me la sono persa! Ho dimenticato di programmare MySky e così non ho visto la vittoria dei gialloviola. Dagli highlights e dal box score posso comunque vedere la grande prestazione di Bryant, forse grazie anche al diverso metro arbitrale su di lui (13 liberi tirati nelle prime 2 gare, 18 ieri notte), la sorprendente partita dell'ex Snaidero Udine Sasha Vujacic (20 punti, 3/5 da 3) e le deludenti prove di Pierce (6 punti, 2/14 dal campo, 0/4 da 3) e Garnett (doppia doppia 13+12 ma un pessimo 6/21 dal campo); tra i celtici si salva solo Allen, 25 punti con 5/7 da 3. Per Boston è importante vincere la prossima, se dovesse vincere LA non solo pareggerebbero la serie, ma avrebbero l'inerzia dalla loro parte e potrebbero usarla per vincere anche gara 5, l'ultima allo Staples Center: dopo i Celtics avrebbero le spalle al muro e questa sensazione annullerebbe il vantaggio del campo per le ultime 2 partite. Esagero? Provate a chiederlo ai giocatori dei Dallas Mavericks, stagione 2004/05... Per chi tifo? Bella domanda. Anni fa simpatizzavo Lakers causa la presenza in roster di Shaquille O'Neal (infatti prima simpatizzavo Orlando...), poi il rapporto si è incrinato quando eliminarono con furto il mio primo amore NBA: i Sacramento Kings 2001/02. Che squadra! In cabina di regia era appena arrivato Mike Bibby al posto di quello psicopatico di Jason Williams, come guardia c'era Doug Christie, difensore fenomenale nonchè idolo (dopo ogni canestro salutava sua moglie. Con il gesto delle corna), l'ala forte era Chris Webber, il classico 4 vecchio stile, grandissimo giocatore, e a fare da ala piccola e centro c'erano Peja Stojakovic e Vlade Divac, due serbi, due giocatori balcanici, la mia scuola cestistica preferita (io ho una concezione molto ampia di "balcanico": ex-Jugoslavia, ex-URSS, Grecia). Anche la panchina era fortissima: Bobby Jackson, Hedo Turkoglu, Scott Pollard... La squadra era finita sulla copertina di Sports Illustrated come "The greatest show on court", aveva dominato la regular season 61-21 (35-5 all'Arco Arena), passato senza problemi i primi due turni di playoff e affrontato in finale di Conference i Lakers campioni uscenti. In vantaggio 3-2, persero gara 6 a Los Angeles, un po' per sfortuna (Samaki Walker, riserva di Shaq, mise a segno l'unica tripla della sua carriera con un buzzer beater), un po' per errori, diciamo, non della squadra: venne convalidata una tripla di Robert "Big Shot Rob" Horry scagliata ampiamente dopo la sirena dei 24", nell'ultimo quarto ai Lakers vennero concessi 27 tiri liberi (ai Kings 9) e, quando scoppiò lo scandalo delle partite truccate nella NBA, si parlò ampiamente proprio di questo match. Gara 7 venne invece persa a causa di una prestazione veramente indecente dalla lunetta (53.3%): i lacustri andarono in finale e spazzarono via i New Jersey Nets di Jason Kidd. Da quel giorno i Lakers entrarono nelle mie antipatie. Per quanto riguarda Boston, è una squadra che mi ha sempre lasciato indifferente: nelle ultime stagioni aveva adottato una politica basata sui giovani, incontrando il mio favore, salvo poi vedere che non sbocciavano (a parte Al Jefferson) e spedirli in massa verso altri lidi per poter acquisire Allen e Garnett e riempire i buchi con veterani free-agent, magari alla caccia dell'anello ergo affamati (PJ Brown) o con già qualche anello al dito (Sam Cassell, James Posey), dotati quindi dell'esperienza necessaria, cosa che non gradii ma che si è rivelata, almeno per ora, vincente. In teoria dovrei essere imparziale, tuttavia ci sono due discriminanti:
1) stravedo per Kevin "The big ticket" Garnett e sarei molto contento se riuscisse finalmente a vincere il titolo
2) non provo affatto simpatia per Kobe Bryant. Gran giocatore, eh, per carità, anche se non così grande come qualcuno dice. Per capirci, c'è chi dice che se non fosse arrivato in NBA quando c'era ancora Michele Giordano in quel di Chicago sarebbe considerato lui il numero 1 di sempre. Ma quando mai? Oggi probabilmente è il miglior giocatore della NBA (anche se l'MVP l'avrebbe stra-meritato Chris Paul) e ok, ma Jordan era il leader dei suoi Bulls. Sarà un caso, ma tutti gli anelli vinti da Chicago vedono MJ come MVP, tutti quelli vinti dai Lakers con Bryant in campo vedono O'Neal MVP. Sarà un caso, ma quando nel 2004 i Lakers dei Big Four (Shaq, Kobe, Payton, Malone) persero la finale contro i Bad Boys 2.0 di Detroit il peggiore in campo fu quello che all'epoca aveva il numero 8. Inoltre non mi è mai stato simpatico come persona: mi sembra l'apoteosi della falsità.
Non mi resta da fare altro che chiudere, promettermi di tornare ad aggiornare con regolarità e lasciarvi con questo messaggio:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:27

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categoria : basket, poltica, streams of consciousness, lavurer

domenica, 20 aprile 2008, ore 21:34

È veramente da un bel po' che non aggiorno il mio blog, sebbene ormai da un po' sia tornato su PC. I motivi? Mancanza di tempo, fondamentalmente. Il blog lo aggiornavo di solito prima di andare a dormire (spesso ad orari inverecondi), ora causa il lavoro e la fatica a prendere sonno tendo ad andare a letto prima e per il blog non ho davvero tempo. Approfitto di quanto successo ieri, del fatto che ora ho un po' di tempo e dei richiami di Ale per aggiornare un po'.
Come accennato, ho iniziato a lavorare: fino a fine maggio sarò educatore al G.E.T. di Maranello. Seguirò i ragazzini del doposcuola, aiutandoli a fare i compiti e facendoli giocare. Il bilancio della prima settimana è positivo, i ragazzi mi rispettano e sembra che sia riuscito ad instaurare un buon rapporto tra di noi. Peccato solo per quanto successo venerdì: durante l'allenamento di pallavolo c'è stata una violenta lite tra un ragazzo e una ragazza ed io ho fatto veramente fatica a separarli prima e contenerli dopo (e chi mi conosce sa che non sono certo un fuscello...). Mi ha molto colpito questo avvenimento, non pensavo che ragazzini di 13 anni potessero essere così violenti: certo, va sempre tenuto in considerazione la situazione in cui si trovano, però vedere l'energia che mettevano nelle loro percosse e i loro occhi mi ha davvero lasciato basito.
Poi ieri sera c'è stata la mia festa di laurea. La ricerca di un'idea originale ha avuto successo: ho organizzato un Wellness Party a Ca Marta (Sassuolo), con piscina interna riscaldata, bagni turchi, pareti delle arrampicate ecc... Nonostante le mie stupide preoccupazioni la serata è stata un grande successo e ho notato con piacere che tutti si sono divertiti molto. Molto bello il momento in cui il buon vecchio Giò ha proiettato una presentazione che ripercorreva per via fotografica la mia story so far, grazie a foto passategli truffaldinamente da mia madre: ho sfiorato la commozione, grazie ancora! Gli unici lati negativi sono stati i "pacchi" tiratemi da alcune persone sulla cui presenza contavo fortemente e il fatto che Ale e la Sindaco siano potuti arrivare solo dopo cena, non potendo così godere della parte più gradita della festa. Sarà per la prossima volta!
Ci sarebbero un sacco di altre cose da commentare, dalle elezioni al basket (Final 4 Eurolega, playoff NBA, salvezza Virtus), però rinvio il mio intervento a riguardo come incentivo ad essere più presente sul blog.

Sproloquio di tommyblizzard alle 21:34

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categoria : party, laurea, lavurer