venerdì, 15 febbraio 2008, ore 23:11

Piccola introduzione: come sapete il Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), all'anagrafe Giuliano Ferrara ("non è grasso, è pieno di sè" cit. Daniele Luttazzi), si presenterà alle elezioni politiche del 2008 con una lista chiamata "Aborto? No, grazie". L'ex fervente abortista negli anni '70 si dice a favore della vita ed è talmente convinto di quello che dice che rifiuta un contraddittorio con Marco Pannella sull'argomento, perchè "la tv non è veritiera" (ma la occupo ogni giorno, si è dimenticato di aggiungere) e perchè "la verità l'ho già trovata": peccato che dal suo giornale, Il Foglio, pagato da noi, sia sempre stato un grande sostenitore della guerra in Afghanistan prima e in Iraq poi, oltre che giustificatore delle torture perpetrate dai soldati statunitensi ai prigionieri di Abu Ghraib. La chiusura la lasciamo al grandissimo Vauro:



Torniamo ora al titolo: qualcuno avrà riconosciuto la citazione dal film "Il ciclone" di Pieraccioni (avessi detto Dostoevskij...), quando Massimo Ceccherini chiede alle ballerine spagnole cosa ci facessero in mezzo alla campagna toscana. La stessa domanda se la pone Marco Travaglio in un suo ottimo post riferendosi al deputato Caldarola e al senatore Polito, i quali non approvano la scelta del loro partito (il PD) di allearsi con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro perchè, secondo loro, ciò saboterebbe il dialogo post elettorale (ma non si chiamava "inciucio"?) con Berlusconi. Il giornalista torinese, giustamente, si chiede: se Caldarola e Polito ci tengono tanto a collaborare politicamente con Berlusconi e a continuare a scrivere rispettivamente su "Il Giornale" (di Paolo Berlusconi) e sul sopracitato "Il Foglio", quotidiani vicini al leader del PDL, che ci fanno nel Partito Democratico? Perchè non vanno direttamente con Silvio? Su Polito vorrei spendere due parole, visto che è un personaggio che mi disgusta non poco: ha fondato e diretto un quotidiano, "Il riformista", che, oltre a prendere un sacco di soldi dallo Stato, secondo le sue intenzioni dovrebbe rivolgersi alla "sinistra moderata". Approfondiamo il discorso: le idee del famoso "riformista" che dà il titolo al giornale sono spiegate dallo stesso Polito in un'intervista a Panorama (toh, un periodico di Berlusconi...) e che cito dal libro "La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne" di Daniele Luttazzi. Dice Polito: "della sinistra ci sono cose che il riformista non capisce. Diamine, pensa, pare che i diritti di chi lavora siano più importanti di quelli di chi vorrebbe almeno cominciare". È la famosa flessibilità della legge 30, il precariato, su cui evidentemente è d'accordo con Berlusconi. "La difesa dell'ambiente è importante, ma il progresso ancora di più", altro tema in cui SB è perfettamente d'accordo; "il riformista non ha niente contro i fast food, i meeting di CL e le barche di lusso purchè oltre i 18 metri", idem con patate. "Il riformista ha una grande fiducia nel mercato: vuoi vedere che là fuori c'è davvero un po' di gente che la pensa come noi?" e qua bisogna quotare in toto il commento di Luttazzi: "certo che c'è. E vota Forza Italia". La chiosa: "politicamente, il riformista viene da sinistra e va verso il centro": sì, se i negozi sono aperti (sempre il comico romagnolo). Dal link precedente avete imparato che uno dei maggiori finanziatori del Riformista è la famiglia Angelucci, che sono gli editori di "Libero", l'orrido giornale di Vittorio Feltri (un altro che di finanziamenti pubblici se ne intende), tifoso sfegatato di Berlusconi. Delle due l'una: o Polito con il Partito Democratico non c'entra una mazza, o il Partito Democratico non c'entra una mazza con la sinistra. Ai posteri l'ardua sentenza.

Sproloquio di tommyblizzard alle 23:11

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martedì, 12 febbraio 2008, ore 01:33

Qualcuno avrebbe potuto pensare che avrei sorvolato sulla finale di domenica. Invece no, ho semplicemente evitato di scrivere a caldo per non influenzare la mia analisi della partita. Come primissima cosa, faccio i complimenti ad Avellino, squadra dal budget non certo faraonico o dal passato glorioso, ma capace di essere seconda in campionato pari a Roma, spendendo la metà della metà dei capitolini e giocando un basket ben organizzato dall'ottimo Boniciolli (grande uomo oltre che grande coach, ricordo bene le sue posizioni in quella maledetta estate 2003).
Veniamo a noi. Inutile girarci intorno: brucia. Brucia perchè è la terza finale consecutiva che perdiamo. Brucia perchè Avellino è forte ma si poteva vincere. Brucia per la scommessa benefica dei Forever Boys. Brucia perchè Best si fa male dopo 9'. Brucia perchè l'arbitraggio è stato vergognoso (anche se, ci tengo a precisarlo, Avellino ha vinto con merito). Brucia perchè Pasquali ci aveva fatto riassaporare il gusto della vittoria, ed è un sapore che dà dipendenza. Brucia perchè sei in casa. Infine, brucia sentire poco prima della palla a due il presidente di Lega auspicare una vittoria di Avellino "per il movimento", alla faccia dell'impazialità! Però, a mente fredda, possiamo anche fermarci a vedere cosa ha portato di buono questa Final 8, magari accorgendoci che le "bruciature" si possono guarire: anzitutto, la consapevolezza che Pasquali in 3 settimane ha fatto qualcosa che si avvicina molto al concetto di "miracolo". Ha preso un insieme di giocatori e li ha trasformati in una squadra. Ha poi dato loro un'anima, rendendoli capaci di reagire ai parziali avversari che regolarmente affondavano con largo anticipo la Virtus pillastriniana. Ha dato un significato alla parola "difesa", riuscendo anche a far accennare qualcosa di vagamente simile ad un movimento difensivo a Spencer. Ha dato degli schemi all'attacco, dove ora la palla gira e dove si forza solo quando c'è bisogno di forzare. Ha saputo rivitalizzare Anderson, davvero un altro giocatore rispetto all'inverecondo inizio di stagione. Inoltre, usciamo da questa Final 8 con la convinzione di poter giocare alla pari con chiunque, anche se qualcosa da aggiustare c'è ancora. La dipendenza da Best, per esempio: capitan Di Bella, purtroppo, è in un periodo nero e senza il nativo di Springfiled la regia dev'essere affidata a fuoriruolo come McGrath (molto positivo il fatto che stia ritrovando la mira) o Blizzard (buon ritorno, deve ritrovare il ritmo del tiro), nell'attesa di Bulleri (che comunque in regia non dà il meglio di sè). C'è da capire se e a cosa servano Garri e Crosariol, sui quali nutrivo speranze di rendimento migliore. Però la strada è buona e coach Pasquali sembra avere le idee vincenti, speriamo in bene!
Ora, tanto per andare a letto ad orari inverecondi (si nota che mi piace la parola "inverecondo"?) e per non parlare sempre e solo di sport, parliamo di un argomento caldo: la prostituzione. È notizia recente che a Modena, il neonato Partito Democratico, tramite il consigliere ex-DS Fausto Cigni, abbia proposto di aprire un quartiere a luci rosse in zona Bruciata (grazie Zeman per la segnalazione). Mini-approfondimento per i non-modenesi: il quartiere "La bruciata" è situato a Modena Ovest, dove c'è il Grandemilia, dove la Via Emilia porta a Reggio e dove di notte c'è più traffico che di giorno, causa la massiccia presenza di prostitute, tutte africane (le ucraine e le italiane sono sparse per la Via Emilia). Che dire sulla proposta? Mi trova completamente d'accordo. Non dirò cose nuove o mai dette, ma ci tengo ad esporre il mio pensiero: penso che la prostituzione vada legalizzata (e regolamentata) e che i danni provocati dalla legge Merlin siano sottovalutati da molti. I residenti che si lamentano perchè il loro quartiere è pieno di lucciole è il minimo dei problemi: che dire di loro, ragazze non sempre maggiorenni raggirate (quando non rapite), schiavizzate e derubate da esseri che più che umani definirei "antropomorfi"? La repressione ha fallito, ma era ovvio che finisse così: si è partiti con l'idea che il problema fosse la "prostituzione", mentre se lo chiamano "il mestiere più vecchio del mondo" ci sarà un motivo. Il problema, come già detto, è lo sfruttamento della prostituzione, i "magnaccia" e le condizioni tremende a cui sono sottoposte le povere ragazze sbattute sulle strade. Inoltre, anche adottando una logica proibizionista e bigotta, come fai a reprimere il fenomeno? Multi le ragazze? Come fai a stabilire inequivocabilmente che si sta prostituendo? Multi i clienti? Come fai a stabilire inequivocabilmente che sia un "puttaniere"? Si dice "fatta la legge, trovato l'inganno", in questo caso l'inganno precede addirittura la legge. Io sono per la legalizzazione e regolamentazione: possibilità di ricevere clienti a casa propria previa autorizzazione, in modo che si possano effettuare visite mediche obbligatorie regolari, rilasciare fatture e pagare le tasse. Possibilità di creare quartieri a luci rosse modello Amsterdam o case chiuse, sottoposte agli stessi prerequisiti di cui sopra con controlli ulteriori legali e finanziari per prevenire immigrazioni clandestine e/o sfruttamento. Una volta creato un sistema legale nessuno andrebbe più a fare dei P.T. (Puttan Tour) per strada, non ci sarebbe più traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali subirebbero un duro colpo finanziario, direi che sarebbe un discreto risultato. E basta con i moralismi: se un uomo è disposto a pagare per fare sesso e una donna è disposta a fare sesso in cambio di soldi senza costrizione alcuna, che problema c'è (il discorso vale anche mutatis mutandis, ovviamente)? Beh, effettivamente un problemino ci sarebbe e per questo le mie proposte sono destinate a rimanere tali. Anzi, perchè "le MIE proposte"? Le NOSTRE proposte. Ormai molta gente si è convinta che l'unica cosa da fare per risolvere questa situazione sia legalizzare e regolamentare. A questo proposito prendo in prestito una frase di Daniele Luttazzi (è riferita alle droghe leggere, ma vale anche per la prostituzione): "Quando si parla di legalizzazione delle droghe leggere la gente applaude, dimostrando di essere più avanti della classe politica. Poi però la gente non vota come applaude". Infine, sono contento che un esponente del PD abbia lanciato questa proposta, finalmente sento qualcosa di buono provenire da un partito che finora non mi ha convinto per nulla.
Chiudo con un tributo ad un grande genio contemporaneo: Luca Serri e il suo pensiero riguardo al tema appena affrontato:

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