mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 17:13

Ieri notte ho appreso questa notizia mentre tenevo compagnia a Fabrizio che aspettava l'arrivo a Modena di suo cugino da Salerno (il suo treno ha avuto qualche piccolo problema). Ho provato in tutti i modi a convincermi che fosse una bufala, un qualche scherzo o una provocazione, poi però mi sono dovuto arrendere: è successo davvero, una donna ha abortito un feto durante il secondo trimestre di gravidanza a causa di una grave malformazione (la Sindrome di Klinefelter) e, venti minuti dopo, ha ricevuto la "visita" di sette (sette!) poliziotti allertati da una "chiamata anonima" sul fatto che era in corso un aborto illegale. La donna è stata interrogata dai militari quando era ancora sotto narcosi (e reduce dalla terribile rinuncia ad un figlio per motivi di salute), i quali hanno poi sequestrato il feto morto su disposizione del PM.
Direi che la misura sia colma: ordinare un blitz di sette uomini per un presunto (visto che era consentito dalla legge 194) aborto illegale segnalato tramite telefonata anonima (tra l'altro, stamattina un magistrato a RaiNews24 diceva che un PM non può ordinare un intervento simile causa "soffiata anonima)? Chiedere ad una donna distrutta fisicamente dall'intervento e mentalmente dalla rinuncia al figlio se ha corrotto il medico per farla abortire? È esagerato dire che sono i primi risultati della campagna politico-demagogica del Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), con la sua proposta di moratoria sull'aborto e la sua lista "pro-life" (che termine orrendo. E chi si oppone cos'è, "pro-death"?) appoggiata dall'immancabile Ruini? Direi che Livia Turco e l'Unione Donne Italiane abbiano ragione a parlare di "caccia alle streghe", si è creato un clima veramente osceno: un'ondata reazionaria di una veemenza mai vista prima, che occupa spazi enormi sui media e che lascia uno spiraglio microscopico a chi, invece, si oppone.
E proprio questa cosa credo meriti una riflessione: perchè vediamo sempre nei giornali e nelle tv a rappresentare il mondo cattolico estremisti bigotti come Ruini, Giovanardi, la Binetti o Ratzinger, che vorrebbero tornare al Medio Evo e trasformare l'Italia in un Iran cattolico? Perchè non vediamo più spesso nei TG o nei programmi di approfondimento quei cattolici praticanti che però rispettano la laicità dello stato e non pretendono di imporre a tutti i loro dogmi? Capita poi che anche loro vengano etichettati come "bigotti" o affini appena si scopre che sono di fede cattolica e credo che la cosa non gli vada a genio. Vi racconto cosa è capitato a me: circa un anno fa ho conosciuto una persona (Ale, il cui blog è in cima alla lista dei miei link - ma solo perchè è in ordine alfabetico, non montarti la testa!) con la quale è nata subito una bella amicizia: condividiamo le passioni per il football, il basket, la politica, il mondo a stelle e strisce, l'informatica e le belle donne (soprattutto le belle donne). Inoltre è una persona con la quale è veramente piacevole discutere, in certi argomenti la pensiamo in maniera differente ma dobbiamo ancora litigare una volta. Dal suo blog capisco che è una persona molto religiosa e temo che il mio anticlericalismo possa portarmi a confliggere con lui, finchè non arriva il 15 gennaio: il Papa decide di non andare all'Università La Sapienza e Ale mi chiede un commento. Era la prima volta che affrontavamo un tema legato all'incrocio tra politica e religione, decido però di esporgli il mio pensiero senza censure: gli dico che per me è scandaloso che tutti i TG abbiano parlato di "censura" quando ha deciso lui di non andare alla lectio magistralis, che per me ha voluto fare il paraculo e farsi l'immagine di "vittima", che concordo con la lettera dei professori che si opponevano alla sua visita, che nessuno ha voluto "evitare il confronto" perchè non ce ne sarebbe stato alcuno, che chi vorrebbe imporre i suoi dogmi agli altri è l'ultimo che deve parlare di "paura del confronto" e che non mi sembra che alla voce del Papa venga solitamente riservato poco spazio. Ale mi risponde di essere fondamentalmente d'accordo con me e ne approfitta per parlare del suo rapporto fede-politica: crede che le posizioni del Papa in materia di fede vadano accettate, ma che per il resto le sue siano "opinioni di una qualsiasi autorità religiosa", non concepisce la condanna del preservativo nè quella della fecondazione eterologa, sostenendo che se Dio "ci ha fornito di intelligenza tale da creare invenzioni che permettono a coppie di fare figli non vedo perchè non si debbano usare" e chiude dicendo "poi io mi regolo in base alla mia coscienza, al mio credo, decido o meno se abortire, decido o meno se usare la fecondazione eterologa, ma non è giusto che la mia religione decida anche per te che non credi. Non siamo in una teocrazia, anche se a volte lo credo". Ecco: io credo che tra i cattolici praticanti ci sia molta più gente simile ad Ale che alla Binetti/Giovanardi e mi piacerebbe che nei media venisse dato più spazio ai primi e meno ai secondi.
Infine, visto il titolo che ho dato a questo post, credo che la chiusura migliore sia questo video:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:13

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martedì, 12 febbraio 2008, ore 01:33

Qualcuno avrebbe potuto pensare che avrei sorvolato sulla finale di domenica. Invece no, ho semplicemente evitato di scrivere a caldo per non influenzare la mia analisi della partita. Come primissima cosa, faccio i complimenti ad Avellino, squadra dal budget non certo faraonico o dal passato glorioso, ma capace di essere seconda in campionato pari a Roma, spendendo la metà della metà dei capitolini e giocando un basket ben organizzato dall'ottimo Boniciolli (grande uomo oltre che grande coach, ricordo bene le sue posizioni in quella maledetta estate 2003).
Veniamo a noi. Inutile girarci intorno: brucia. Brucia perchè è la terza finale consecutiva che perdiamo. Brucia perchè Avellino è forte ma si poteva vincere. Brucia per la scommessa benefica dei Forever Boys. Brucia perchè Best si fa male dopo 9'. Brucia perchè l'arbitraggio è stato vergognoso (anche se, ci tengo a precisarlo, Avellino ha vinto con merito). Brucia perchè Pasquali ci aveva fatto riassaporare il gusto della vittoria, ed è un sapore che dà dipendenza. Brucia perchè sei in casa. Infine, brucia sentire poco prima della palla a due il presidente di Lega auspicare una vittoria di Avellino "per il movimento", alla faccia dell'impazialità! Però, a mente fredda, possiamo anche fermarci a vedere cosa ha portato di buono questa Final 8, magari accorgendoci che le "bruciature" si possono guarire: anzitutto, la consapevolezza che Pasquali in 3 settimane ha fatto qualcosa che si avvicina molto al concetto di "miracolo". Ha preso un insieme di giocatori e li ha trasformati in una squadra. Ha poi dato loro un'anima, rendendoli capaci di reagire ai parziali avversari che regolarmente affondavano con largo anticipo la Virtus pillastriniana. Ha dato un significato alla parola "difesa", riuscendo anche a far accennare qualcosa di vagamente simile ad un movimento difensivo a Spencer. Ha dato degli schemi all'attacco, dove ora la palla gira e dove si forza solo quando c'è bisogno di forzare. Ha saputo rivitalizzare Anderson, davvero un altro giocatore rispetto all'inverecondo inizio di stagione. Inoltre, usciamo da questa Final 8 con la convinzione di poter giocare alla pari con chiunque, anche se qualcosa da aggiustare c'è ancora. La dipendenza da Best, per esempio: capitan Di Bella, purtroppo, è in un periodo nero e senza il nativo di Springfiled la regia dev'essere affidata a fuoriruolo come McGrath (molto positivo il fatto che stia ritrovando la mira) o Blizzard (buon ritorno, deve ritrovare il ritmo del tiro), nell'attesa di Bulleri (che comunque in regia non dà il meglio di sè). C'è da capire se e a cosa servano Garri e Crosariol, sui quali nutrivo speranze di rendimento migliore. Però la strada è buona e coach Pasquali sembra avere le idee vincenti, speriamo in bene!
Ora, tanto per andare a letto ad orari inverecondi (si nota che mi piace la parola "inverecondo"?) e per non parlare sempre e solo di sport, parliamo di un argomento caldo: la prostituzione. È notizia recente che a Modena, il neonato Partito Democratico, tramite il consigliere ex-DS Fausto Cigni, abbia proposto di aprire un quartiere a luci rosse in zona Bruciata (grazie Zeman per la segnalazione). Mini-approfondimento per i non-modenesi: il quartiere "La bruciata" è situato a Modena Ovest, dove c'è il Grandemilia, dove la Via Emilia porta a Reggio e dove di notte c'è più traffico che di giorno, causa la massiccia presenza di prostitute, tutte africane (le ucraine e le italiane sono sparse per la Via Emilia). Che dire sulla proposta? Mi trova completamente d'accordo. Non dirò cose nuove o mai dette, ma ci tengo ad esporre il mio pensiero: penso che la prostituzione vada legalizzata (e regolamentata) e che i danni provocati dalla legge Merlin siano sottovalutati da molti. I residenti che si lamentano perchè il loro quartiere è pieno di lucciole è il minimo dei problemi: che dire di loro, ragazze non sempre maggiorenni raggirate (quando non rapite), schiavizzate e derubate da esseri che più che umani definirei "antropomorfi"? La repressione ha fallito, ma era ovvio che finisse così: si è partiti con l'idea che il problema fosse la "prostituzione", mentre se lo chiamano "il mestiere più vecchio del mondo" ci sarà un motivo. Il problema, come già detto, è lo sfruttamento della prostituzione, i "magnaccia" e le condizioni tremende a cui sono sottoposte le povere ragazze sbattute sulle strade. Inoltre, anche adottando una logica proibizionista e bigotta, come fai a reprimere il fenomeno? Multi le ragazze? Come fai a stabilire inequivocabilmente che si sta prostituendo? Multi i clienti? Come fai a stabilire inequivocabilmente che sia un "puttaniere"? Si dice "fatta la legge, trovato l'inganno", in questo caso l'inganno precede addirittura la legge. Io sono per la legalizzazione e regolamentazione: possibilità di ricevere clienti a casa propria previa autorizzazione, in modo che si possano effettuare visite mediche obbligatorie regolari, rilasciare fatture e pagare le tasse. Possibilità di creare quartieri a luci rosse modello Amsterdam o case chiuse, sottoposte agli stessi prerequisiti di cui sopra con controlli ulteriori legali e finanziari per prevenire immigrazioni clandestine e/o sfruttamento. Una volta creato un sistema legale nessuno andrebbe più a fare dei P.T. (Puttan Tour) per strada, non ci sarebbe più traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali subirebbero un duro colpo finanziario, direi che sarebbe un discreto risultato. E basta con i moralismi: se un uomo è disposto a pagare per fare sesso e una donna è disposta a fare sesso in cambio di soldi senza costrizione alcuna, che problema c'è (il discorso vale anche mutatis mutandis, ovviamente)? Beh, effettivamente un problemino ci sarebbe e per questo le mie proposte sono destinate a rimanere tali. Anzi, perchè "le MIE proposte"? Le NOSTRE proposte. Ormai molta gente si è convinta che l'unica cosa da fare per risolvere questa situazione sia legalizzare e regolamentare. A questo proposito prendo in prestito una frase di Daniele Luttazzi (è riferita alle droghe leggere, ma vale anche per la prostituzione): "Quando si parla di legalizzazione delle droghe leggere la gente applaude, dimostrando di essere più avanti della classe politica. Poi però la gente non vota come applaude". Infine, sono contento che un esponente del PD abbia lanciato questa proposta, finalmente sento qualcosa di buono provenire da un partito che finora non mi ha convinto per nulla.
Chiudo con un tributo ad un grande genio contemporaneo: Luca Serri e il suo pensiero riguardo al tema appena affrontato:

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:33

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