sabato, 06 giugno 2009, ore 01:12

Dopo tanto tempo torno a fare anche un post politico. Come saprete, sabato e domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e, se siete ancora indecisi o se volete solo ammazzare un po' il tempo, c'è un simpatico sito che si chiama EU Profiler. A cosa serve? Dopo avere chiesto la vostra opinione su 30 temi, quanta rilevanza date a certe questioni e qual'è la vostra attuale propensione al voto, calcolerà a quale partito della vostra nazione e a quale formazione politica europea siete più affini. Per esempio, il partito europeo più vicino alle mie posizioni è risultato essere l'olandese GroenLinks, con un'affinità dell'88%, seguito dal lettone Saskanas Centrs (85%) e dallo spagnolo Izquierda Unida (84,6%). La classifica italiana, invece, recita: Sinistra e libertà (80%), PRC-PdCI (75%), PD (71,6%), IDV (68,5%), UDC (56,9%), Destra/Mpa/Pensionati (49,1%), PDL (47,2%) e Lega (38%). Direi che i risultati NON rispecchino fedelmente le mie intenzioni: ammetto di aver pensato di votare la formazione di Vendola, ma poi la mia diffidenza verso le neonate micro-formazioni di sinistra ha avuto la meglio, nonostante un programma interessante e alcune buone candidature come quella di Claudio Fava. PRC-PdCI e PD non ho mai e poi mai avuto intenzione di votarli e mi stupisce alquanto che secondo EU Profiler le mie posizioni sarebbero più simili alle loro rispetto all'Italia dei Valori. Inoltre, è alquanto inquietante (scusate lo scioglilingua) che, in linea teoria, avrei quasi il 57% di affinità con quel partito ripugnante che è l'UDC: io, agnostico e anticlericale convinto? Bah.

Ora veniamo al dunque: io, come alle ultime elezioni politiche, voterò Italia dei Valori. Perchè?
  • è l'unico partito che si è sempre fermamente opposto alle porcherie del governo Berlusconi come il Lodo Alfano, la legge sulle intercettazioni, la legge-bavaglio sulla stampa, la (s)vendita di Alitalia alla CAI, il conflitto d'interessi, gli attacchi a libera informazione, parlamento e magistratura ecc... Gli altri partiti di opposizione si sono invece rivelati complici, almeno parzialmente (UDC), tentennanti (il PD, almeno sotto Veltroni) o poco interessati alle questioni (sinistra "extra-parlamentare").
  • lo stesso dicasi per quanto riguarda l'inchiesta di Catanzaro, che ha gettato fango e calunnie su due onesti, fedeli e coraggiosi servitori dello Stato come Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, che invece andrebbero mostrati come esempio per tutti, anche perchè purtroppo sono una razza in via d'estinzione. Come sopra, l'IDV ha sempre urlato allo scandalo, il PD si è eclissato (i primi attacchi, peraltro, partirono proprio da membri del precedente governo in cui vi erano soggetti coinvolti nell'inchiesta), l'UDC è stato semi-collaborazionista e le sinistre "benaltriste" (prima e ultima volta che cito Cofferati). Idem con patate per bancopoli e Clementina Forleo.
  • ha sempre assunto una posizione chiara e inequivocabile, al contrario del PD dove, oltre alle contraddizioni interne, fioccavano i "ma anche", i "però, in fondo...", i "non è poi così male" eccetera, soprattutto per quanto riguarda la legge sulle intercettazioni.
  • condivido buona parte delle sue posizioni, specialmente per quanto riguarda giustizia, energie rinnovabili, connet-tività, immigrazione, ricerca, libertà civili e istruzione.
  • ha presentato alcune candidature di ottimo livello, come Luigi De Magistris, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo e Sonia Alfano.
  • più alta sarà la percentuale ottenuta dall'IDV, altrettanto alta sarà la possibiltà che il PD (il quale, numericamente parlando, volente o nolente rimane il secondo partito italiano e il più grande partito di opposizione), si dia una svegliata e capisca che, se vuole evitare l'estinzione, è meglio che si rinnovi sia come idee che come personale (basta Binetti, D'Alema, Fassino et simila ma anche finti giovani come la Madia, più gente come la Serrachiani o la Capacchione).
  • è uno dei pochissimi partiti che non si vergogna a fare dell'antiberlusconismo una delle sue bandiere. Nonostante sembri essere qualcosa di ormai superato o che va solo "contro" senza avere nulla di costruttivo, a mio avviso è tutt'altro che così. Anzitutto, è più che mai attuale, vista la sua diffusione e il suo radicamento, soprattutto in certe fasce di elettorato. Inoltre, antiberlusconismo non vuol dire "essere per partito preso contro Berlusconi", ma opporsi all'ideologia, al modo di pensare, ai "valori", ai meccanismi di pensiero da lui promossi e veicolati dai suoi mezzi di comunicazione; non tanto da giornali o TG, ma da programmi come Uomini e donne, Lucignolo e compagnia, che plasmano le persone più lentamente ma anche più profondamente e subdolamente di un notiziario. Questa mentalità io la vedo cozzare frontalmente contro quella che, secondo me, dovrebbe essere alla base di una società civile e democratica, quindi ben venga l'enfasi su questo punto.
Ho pensato anche di anticipare alcune critiche che mi verranno rivolte, così eccovi anche una lista di cose che non mi piacciono dell'Italia dei valori:
  • le sue posizioni in materia di leggi sulla droga, sul federalismo (anche se ammetto che dovrei approfondire un po' l'argomento) e la troppa accondiscendenza verso alcuni eccessi delle forze dell'ordine.
  • la candidatura di Antonio Di Pietro, parlamentare italiano quindi ineleggibile, e di Maruska Piredda, l'(ex?) hostess Alitalia, che sa molto di spot e di cui non vedo nè l'utilità nè il potenziale contributo.
  • è ancora un partito troppo personale e questo è forse l'unico tratto che accomuna Di Pietro a Berlusconi. Una maggiore collegialità garantirebbe una maggiore dialettica interna che, sì, comporta un maggior rischio di scissioni e divisioni, ma è un prezzo che un partito deve essere disposto a pagare per avere una vitalità di idee che faccia da antidoto contro la monocrazia attuale. Va comunque detto che sia Tonino che Leoluca Orlando hanno avviato un processo di riforma interna rivolto a questo obiettivo, vedremo a quali risultati porterà.
  • a livello locale alcune candidature lasciano piuttosto perplessi e questo si ricollega al punto precedente. Un partito con una struttura forte e non dominato da una persona singola aiuterebbe a prevenire nuovi casi De Gregorio o Di Pietro junior.
Questo è quanto, anche perchè direi di essermi dilungato anche troppo. Sfortunatamente, nella scrittura io sono uno che raramente ha mezze misure: o sono telegrafico o sono veramente prolisso. In ogni caso, se siete arrivati fino in fondo, complimenti e grazie per la fiducia. Fatemi anche sapere cosa ne pensate.

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:12

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categoria : poltica, streams of consciousness

mercoledì, 11 giugno 2008, ore 17:27

Un mese e mezzo senza aggiornare... male, molto male! Purtroppo succede così, hai un periodo un po' impegnato dove non riesci a bloggare con continuità, perdi l'abitudine e non ti viene più in mente di aggiornare il blog. Se a questo aggiungi il fatto che quando poi ti viene in mente dovresti parlare di tantissime cose, hai un ulterriore deterrente che ti convince a non farlo. Ora che ho un po' di tempo libero visto che ho finito di lavorare, però, inauguro il nuovo template (quello vecchio era veramente orribile) e vi sparo un nuovo post tuttologo.
Partiamo dal lavoro appena concluso: bella esperienza, talvolta un po' impegnativo tener dietro ai ragazzi ma nel complesso sono soddisfatto. Credo di aver legato bene con loro e credo, nel mio piccolo, di averli aiutati per quanto potessi. È comunque preoccupante come ritratto dell'adolescenza (o pre-adolescenza) moderna: ok, vanno solo alle medie, però "ai miei tempi" (10 anni fa) non c'erano gli stessi livelli di strafottenza, mancanza di rispetto ed assenza di valori (dove per "valori" intendo avere un qualche ideale o qualche principio in cui credere). Ovviamente non mi riferisco a tutti e non voglio "demonizzare" i miei ragazzi, ai quali sono rimasto abbastanza legato, mi limito a denotare come certi comportamenti negativi siano molto più diffusi e frequenti in quella fascia d'età rispetto a quando la attraversavo io.
Passiamo poi alla politica: tiene banco la famigerata legge sulle intercettazioni. Berlusconi vorrebbe abolirle tranne che per i reati di criminalità organizzata (mafia, camorra et simila) e terrorismo e dare 5 anni di galera sia a chi le effettua che a chi le pubblica, Veltroni vorrebbe lasciarle libere ma impedirne la pubblicazione sui giornali, almeno fino all'inizio del relativo processo. Personalmente, vorrei libere intercettazioni e libera pubblicazione delle medesime in caso di fatti penalmente rilevanti. Cosa significa? Che se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male ieri notte non è giusto che venga pubblicata l'intercettazione (anche perchè, sinceramente, chi se ne frega); ma se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male perchè pensava a come corrompere il giudice, a come scalare illegalmente la banca, a come dare l'appalto agli amici, allora la gente deve sapere. Potrei dilungarmi a dismisura su questo tema e ribattere a ciascuna tesi a sostegno della legge di Berlusconi (basterebbe dire che Ferrara è d'accordo per far capire che è sbagliata) e, se volete, nei commenti lo farò; qua mi limiterò ad elencarvi una serie di casi di cui, con la proposta Berlusconi, non ci sarebbe stata nessuna conseguenza penale, nessuna indagine, niente, tutti ancora al loro posto, tutti "puliti", oppure, con la proposta Veltroni, di cui nessun cittadino (a parte i magistrati che si occupano della relativa indagine) sarebbe a conoscenza. Siete pronti? Calciopoli (Moggi & co.), i furbetti del quartierino (Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte, Coppola...), la clinica Santa Rita di Milano, Berlusconi-Saccà (oops!), Santa Maria Capua Vetere (i Mastella), Poseidone, Why Not? e le altre inchieste di De Magistris, mega truffa farmaci a Torino, mega truffa rifiuti a Napoli, solo per citare i più famosi. Altri casi scoperti grazie alle intercettazioni ma i cui processi sono iniziati/terminati (quindi di cui sarebbero potuti essere pubblicati i tabulati anche con la proposta Veltroni): crac Parmalat, caso Squillante (Previti che corrompe giudici), Lazio-gate (Storace che spia Marrazzo e la Mussolini alla vigilia delle Regionali 2005), dossier SISMI sugli "avversari" di Berlusconi (Pio Pompa, Pollari e Renato "agente Betulla" Farina), caso Abu Omar, dossier illegali Telecom eccetera... Avrei voluto mettere i link per ogni indagine, però diventava arduo, se volete approfondire ci sono Google e Wikipedia, in alternativa chiedete e vi sarà dato.
Passiamo poi al basket: si stanno disputando le finali NBA e quelle del campionato italiano. Nonostante la vittoria di Roma ieri sera, penso che il risultato finale sia scontato, tant'è che non ho guardato nessuna delle 4 partite finora disputate. Molto interessante invece la serie oltreoceano: Boston Celtics - Los Angeles Lakers, come ai vecchi tempi. Le due squadre più vincenti della storia della NBA, 30 titoli in campo (su 61, significa che dopo questa serie metà degli anelli saranno stati vinti dai celtici o dai lacustri) e tanta voglia di riscatto dopo annate deludenti da ambo le parti. Che Boston sarebbe arrivata in finale era ampiamente pronosticabile alla vigilia: dopo aver ceduto quasi tutti i loro giovani per aggiungere a Paul Pierce due campioni come Ray Allen e Kevin Garnett, la squadra si candidava seriamente a conquistare il 17° anello della loro gloriosa storia, il primo dopo 22 anni, quando la squadra di Larry Bird sconfisse 4-2 gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon. I Lakers invece ebbero un'estate travagliata: Bryant voleva un'altra star in squadra, preferibilmente sotto canestro, oppure minacciava di trasferirsi a Chicago. Non avvenne nessuna delle due cose, Kobe rimase a LA e la dirigenza decise di accontentarlo prendendo Pau Gasol, anche se solo a febbraio; da lì in poi, grazie all'innesto del catalano e al "cambio di marcia " di Odom, i Lakers riuscirono a conquistare il seed #1 ad Ovest e, nei playoff, a conquistare il titolo di Conference a spese dei campioni uscenti di San Antonio, complici anche le precarie condizioni fisiche di Ginobili. Nel mentre che vi scrivo, si sono giocate 3 gare ed il fattore campo è stato rispettato: 2-1 Boston. Nelle due partite al TD Banknorth Garden la differenza è stata fatta dai Big Three dei Celtics, in particolare da Pierce (curiosità: da ragazzo era tifosissimo dei Lakers e odiava Boston...), semplicemente devastante in attacco, ma sarebbe ingrato non spendere qualche parola per PJ Brown, 39 anni ad ottobre, importantissimo in gara 1 per sopperire al passaggio a vuoto di Perkins, e per Leon Powe, che sognerà per molte notti la sua prestazione mostruosa in gara 2. I Lakers hanno pagato la prestazione belinelliana di Bryant in gara 1 (9/25 dal campo) e il suo tardo risveglio in gara 2 che ha comunque fatto tremare i biancoverdi, quando si sono trovati solo a +2 dopo aver aperto l'ultimo quarto portandosi in vantaggio di 24 punti. Gara 3 allo Staples Center... me la sono persa! Ho dimenticato di programmare MySky e così non ho visto la vittoria dei gialloviola. Dagli highlights e dal box score posso comunque vedere la grande prestazione di Bryant, forse grazie anche al diverso metro arbitrale su di lui (13 liberi tirati nelle prime 2 gare, 18 ieri notte), la sorprendente partita dell'ex Snaidero Udine Sasha Vujacic (20 punti, 3/5 da 3) e le deludenti prove di Pierce (6 punti, 2/14 dal campo, 0/4 da 3) e Garnett (doppia doppia 13+12 ma un pessimo 6/21 dal campo); tra i celtici si salva solo Allen, 25 punti con 5/7 da 3. Per Boston è importante vincere la prossima, se dovesse vincere LA non solo pareggerebbero la serie, ma avrebbero l'inerzia dalla loro parte e potrebbero usarla per vincere anche gara 5, l'ultima allo Staples Center: dopo i Celtics avrebbero le spalle al muro e questa sensazione annullerebbe il vantaggio del campo per le ultime 2 partite. Esagero? Provate a chiederlo ai giocatori dei Dallas Mavericks, stagione 2004/05... Per chi tifo? Bella domanda. Anni fa simpatizzavo Lakers causa la presenza in roster di Shaquille O'Neal (infatti prima simpatizzavo Orlando...), poi il rapporto si è incrinato quando eliminarono con furto il mio primo amore NBA: i Sacramento Kings 2001/02. Che squadra! In cabina di regia era appena arrivato Mike Bibby al posto di quello psicopatico di Jason Williams, come guardia c'era Doug Christie, difensore fenomenale nonchè idolo (dopo ogni canestro salutava sua moglie. Con il gesto delle corna), l'ala forte era Chris Webber, il classico 4 vecchio stile, grandissimo giocatore, e a fare da ala piccola e centro c'erano Peja Stojakovic e Vlade Divac, due serbi, due giocatori balcanici, la mia scuola cestistica preferita (io ho una concezione molto ampia di "balcanico": ex-Jugoslavia, ex-URSS, Grecia). Anche la panchina era fortissima: Bobby Jackson, Hedo Turkoglu, Scott Pollard... La squadra era finita sulla copertina di Sports Illustrated come "The greatest show on court", aveva dominato la regular season 61-21 (35-5 all'Arco Arena), passato senza problemi i primi due turni di playoff e affrontato in finale di Conference i Lakers campioni uscenti. In vantaggio 3-2, persero gara 6 a Los Angeles, un po' per sfortuna (Samaki Walker, riserva di Shaq, mise a segno l'unica tripla della sua carriera con un buzzer beater), un po' per errori, diciamo, non della squadra: venne convalidata una tripla di Robert "Big Shot Rob" Horry scagliata ampiamente dopo la sirena dei 24", nell'ultimo quarto ai Lakers vennero concessi 27 tiri liberi (ai Kings 9) e, quando scoppiò lo scandalo delle partite truccate nella NBA, si parlò ampiamente proprio di questo match. Gara 7 venne invece persa a causa di una prestazione veramente indecente dalla lunetta (53.3%): i lacustri andarono in finale e spazzarono via i New Jersey Nets di Jason Kidd. Da quel giorno i Lakers entrarono nelle mie antipatie. Per quanto riguarda Boston, è una squadra che mi ha sempre lasciato indifferente: nelle ultime stagioni aveva adottato una politica basata sui giovani, incontrando il mio favore, salvo poi vedere che non sbocciavano (a parte Al Jefferson) e spedirli in massa verso altri lidi per poter acquisire Allen e Garnett e riempire i buchi con veterani free-agent, magari alla caccia dell'anello ergo affamati (PJ Brown) o con già qualche anello al dito (Sam Cassell, James Posey), dotati quindi dell'esperienza necessaria, cosa che non gradii ma che si è rivelata, almeno per ora, vincente. In teoria dovrei essere imparziale, tuttavia ci sono due discriminanti:
1) stravedo per Kevin "The big ticket" Garnett e sarei molto contento se riuscisse finalmente a vincere il titolo
2) non provo affatto simpatia per Kobe Bryant. Gran giocatore, eh, per carità, anche se non così grande come qualcuno dice. Per capirci, c'è chi dice che se non fosse arrivato in NBA quando c'era ancora Michele Giordano in quel di Chicago sarebbe considerato lui il numero 1 di sempre. Ma quando mai? Oggi probabilmente è il miglior giocatore della NBA (anche se l'MVP l'avrebbe stra-meritato Chris Paul) e ok, ma Jordan era il leader dei suoi Bulls. Sarà un caso, ma tutti gli anelli vinti da Chicago vedono MJ come MVP, tutti quelli vinti dai Lakers con Bryant in campo vedono O'Neal MVP. Sarà un caso, ma quando nel 2004 i Lakers dei Big Four (Shaq, Kobe, Payton, Malone) persero la finale contro i Bad Boys 2.0 di Detroit il peggiore in campo fu quello che all'epoca aveva il numero 8. Inoltre non mi è mai stato simpatico come persona: mi sembra l'apoteosi della falsità.
Non mi resta da fare altro che chiudere, promettermi di tornare ad aggiornare con regolarità e lasciarvi con questo messaggio:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:27

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categoria : basket, poltica, streams of consciousness, lavurer

mercoledì, 02 aprile 2008, ore 15:55

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.

Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

  • La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
  • L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
  • La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
  • L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.

Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.

Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.

Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.

Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.

Sproloquio di tommyblizzard alle 15:55

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categoria : poltica, blogaction

giovedì, 27 marzo 2008, ore 13:10

No, non si parla di Valentino Rossi ma del sottoscritto che ieri è diventato dottore in Relazioni Internazionali. Avrei voluto scrivere questo post ieri sera, purtroppo la linea ha pensato bene di abbandonarmi, tra l'altro nel bel mezzo di una discussione politica con Ale. Il tema? Abbiamo entrambi fatto il famoso test voi siete qui dell'ottimo sito OpenPolis e stavamo confrontando i nostri diversi orientamenti; il mio risultato lo troverete in fondo alla pagina.
Dicevo, la mia laurea: fa un certo effetto essere "dottore", pur con tutti i distinguo del caso (è "solo" una triennale e blablabla), ed è innegabilmente una sensazione positiva. Peccato che non siano stati presenti i miei amici, impegnati con esami, tirocini, lavori o quant'altro, e che il voto finale (92) sia stato leggermente inferiore a quello che mi aspettavo; probabilmente la mia tesi fatta in fretta e furia (non per fare il paraculo, ma non certo per mancanze mie) non ha portato molti punti... E ora? Già, ora comincia una nuova fase. Un po' mi spaventa, a dire il vero. Mi spaventa il fatto che ora si cominci a "giocare sul serio", il fatto che ora le decisioni che prenderò avranno un peso notevole sul mio futuro e che in passato non sempre ho preso scelte che si sono rivelate vincenti. Perchè è facile dire "adesso pensa solo a goderti il momento": purtroppo quei pensieri non smettono di agitarsi nella tua testa ed è difficile metterli a tacere. Ora che mi sono sfogato è arrivato però il momento di affrontare queste cose, cominciando da subito: non si può passare una vita ad "aggirare gli ostacoli" (come diceva il mitico prof. Remitti) sperando che qualcuno li tolga per te o affrontarli all'ultimo secondo con la prima strategia che balza alla mente. Basta stare in panchina. È ora di scendere in campo. Spero che la vittoria pre-laurea della Virtus contro Montegranaro strafavorita mi dia ispirazione.
Come promesso, ecco il risultato che ho conseguito su voisietequi: secondo loro sono un pericoloso comunista, secondo me no. Forse la cosa deriva dal fatto che su 25 domande, 12 volte (praticamente la metà) ho risposto "molto favorevole/contrario" e sono stato scambiato per un estremista: io non la vedo così, semplicemente su quei 12 temi ho una posizione molto chiara. Se vi va, fate il test e discutete con me delle eventuali differenze d'opinione, ne sarei molto contento.



Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Sproloquio di tommyblizzard alle 13:10

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categoria : laurea, poltica, streams of consciousness

venerdì, 15 febbraio 2008, ore 23:11

Piccola introduzione: come sapete il Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), all'anagrafe Giuliano Ferrara ("non è grasso, è pieno di sè" cit. Daniele Luttazzi), si presenterà alle elezioni politiche del 2008 con una lista chiamata "Aborto? No, grazie". L'ex fervente abortista negli anni '70 si dice a favore della vita ed è talmente convinto di quello che dice che rifiuta un contraddittorio con Marco Pannella sull'argomento, perchè "la tv non è veritiera" (ma la occupo ogni giorno, si è dimenticato di aggiungere) e perchè "la verità l'ho già trovata": peccato che dal suo giornale, Il Foglio, pagato da noi, sia sempre stato un grande sostenitore della guerra in Afghanistan prima e in Iraq poi, oltre che giustificatore delle torture perpetrate dai soldati statunitensi ai prigionieri di Abu Ghraib. La chiusura la lasciamo al grandissimo Vauro:



Torniamo ora al titolo: qualcuno avrà riconosciuto la citazione dal film "Il ciclone" di Pieraccioni (avessi detto Dostoevskij...), quando Massimo Ceccherini chiede alle ballerine spagnole cosa ci facessero in mezzo alla campagna toscana. La stessa domanda se la pone Marco Travaglio in un suo ottimo post riferendosi al deputato Caldarola e al senatore Polito, i quali non approvano la scelta del loro partito (il PD) di allearsi con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro perchè, secondo loro, ciò saboterebbe il dialogo post elettorale (ma non si chiamava "inciucio"?) con Berlusconi. Il giornalista torinese, giustamente, si chiede: se Caldarola e Polito ci tengono tanto a collaborare politicamente con Berlusconi e a continuare a scrivere rispettivamente su "Il Giornale" (di Paolo Berlusconi) e sul sopracitato "Il Foglio", quotidiani vicini al leader del PDL, che ci fanno nel Partito Democratico? Perchè non vanno direttamente con Silvio? Su Polito vorrei spendere due parole, visto che è un personaggio che mi disgusta non poco: ha fondato e diretto un quotidiano, "Il riformista", che, oltre a prendere un sacco di soldi dallo Stato, secondo le sue intenzioni dovrebbe rivolgersi alla "sinistra moderata". Approfondiamo il discorso: le idee del famoso "riformista" che dà il titolo al giornale sono spiegate dallo stesso Polito in un'intervista a Panorama (toh, un periodico di Berlusconi...) e che cito dal libro "La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne" di Daniele Luttazzi. Dice Polito: "della sinistra ci sono cose che il riformista non capisce. Diamine, pensa, pare che i diritti di chi lavora siano più importanti di quelli di chi vorrebbe almeno cominciare". È la famosa flessibilità della legge 30, il precariato, su cui evidentemente è d'accordo con Berlusconi. "La difesa dell'ambiente è importante, ma il progresso ancora di più", altro tema in cui SB è perfettamente d'accordo; "il riformista non ha niente contro i fast food, i meeting di CL e le barche di lusso purchè oltre i 18 metri", idem con patate. "Il riformista ha una grande fiducia nel mercato: vuoi vedere che là fuori c'è davvero un po' di gente che la pensa come noi?" e qua bisogna quotare in toto il commento di Luttazzi: "certo che c'è. E vota Forza Italia". La chiosa: "politicamente, il riformista viene da sinistra e va verso il centro": sì, se i negozi sono aperti (sempre il comico romagnolo). Dal link precedente avete imparato che uno dei maggiori finanziatori del Riformista è la famiglia Angelucci, che sono gli editori di "Libero", l'orrido giornale di Vittorio Feltri (un altro che di finanziamenti pubblici se ne intende), tifoso sfegatato di Berlusconi. Delle due l'una: o Polito con il Partito Democratico non c'entra una mazza, o il Partito Democratico non c'entra una mazza con la sinistra. Ai posteri l'ardua sentenza.

Sproloquio di tommyblizzard alle 23:11

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categoria : vauro, travaglio, luttazzi, poltica, pd

mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 17:13

Ieri notte ho appreso questa notizia mentre tenevo compagnia a Fabrizio che aspettava l'arrivo a Modena di suo cugino da Salerno (il suo treno ha avuto qualche piccolo problema). Ho provato in tutti i modi a convincermi che fosse una bufala, un qualche scherzo o una provocazione, poi però mi sono dovuto arrendere: è successo davvero, una donna ha abortito un feto durante il secondo trimestre di gravidanza a causa di una grave malformazione (la Sindrome di Klinefelter) e, venti minuti dopo, ha ricevuto la "visita" di sette (sette!) poliziotti allertati da una "chiamata anonima" sul fatto che era in corso un aborto illegale. La donna è stata interrogata dai militari quando era ancora sotto narcosi (e reduce dalla terribile rinuncia ad un figlio per motivi di salute), i quali hanno poi sequestrato il feto morto su disposizione del PM.
Direi che la misura sia colma: ordinare un blitz di sette uomini per un presunto (visto che era consentito dalla legge 194) aborto illegale segnalato tramite telefonata anonima (tra l'altro, stamattina un magistrato a RaiNews24 diceva che un PM non può ordinare un intervento simile causa "soffiata anonima)? Chiedere ad una donna distrutta fisicamente dall'intervento e mentalmente dalla rinuncia al figlio se ha corrotto il medico per farla abortire? È esagerato dire che sono i primi risultati della campagna politico-demagogica del Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), con la sua proposta di moratoria sull'aborto e la sua lista "pro-life" (che termine orrendo. E chi si oppone cos'è, "pro-death"?) appoggiata dall'immancabile Ruini? Direi che Livia Turco e l'Unione Donne Italiane abbiano ragione a parlare di "caccia alle streghe", si è creato un clima veramente osceno: un'ondata reazionaria di una veemenza mai vista prima, che occupa spazi enormi sui media e che lascia uno spiraglio microscopico a chi, invece, si oppone.
E proprio questa cosa credo meriti una riflessione: perchè vediamo sempre nei giornali e nelle tv a rappresentare il mondo cattolico estremisti bigotti come Ruini, Giovanardi, la Binetti o Ratzinger, che vorrebbero tornare al Medio Evo e trasformare l'Italia in un Iran cattolico? Perchè non vediamo più spesso nei TG o nei programmi di approfondimento quei cattolici praticanti che però rispettano la laicità dello stato e non pretendono di imporre a tutti i loro dogmi? Capita poi che anche loro vengano etichettati come "bigotti" o affini appena si scopre che sono di fede cattolica e credo che la cosa non gli vada a genio. Vi racconto cosa è capitato a me: circa un anno fa ho conosciuto una persona (Ale, il cui blog è in cima alla lista dei miei link - ma solo perchè è in ordine alfabetico, non montarti la testa!) con la quale è nata subito una bella amicizia: condividiamo le passioni per il football, il basket, la politica, il mondo a stelle e strisce, l'informatica e le belle donne (soprattutto le belle donne). Inoltre è una persona con la quale è veramente piacevole discutere, in certi argomenti la pensiamo in maniera differente ma dobbiamo ancora litigare una volta. Dal suo blog capisco che è una persona molto religiosa e temo che il mio anticlericalismo possa portarmi a confliggere con lui, finchè non arriva il 15 gennaio: il Papa decide di non andare all'Università La Sapienza e Ale mi chiede un commento. Era la prima volta che affrontavamo un tema legato all'incrocio tra politica e religione, decido però di esporgli il mio pensiero senza censure: gli dico che per me è scandaloso che tutti i TG abbiano parlato di "censura" quando ha deciso lui di non andare alla lectio magistralis, che per me ha voluto fare il paraculo e farsi l'immagine di "vittima", che concordo con la lettera dei professori che si opponevano alla sua visita, che nessuno ha voluto "evitare il confronto" perchè non ce ne sarebbe stato alcuno, che chi vorrebbe imporre i suoi dogmi agli altri è l'ultimo che deve parlare di "paura del confronto" e che non mi sembra che alla voce del Papa venga solitamente riservato poco spazio. Ale mi risponde di essere fondamentalmente d'accordo con me e ne approfitta per parlare del suo rapporto fede-politica: crede che le posizioni del Papa in materia di fede vadano accettate, ma che per il resto le sue siano "opinioni di una qualsiasi autorità religiosa", non concepisce la condanna del preservativo nè quella della fecondazione eterologa, sostenendo che se Dio "ci ha fornito di intelligenza tale da creare invenzioni che permettono a coppie di fare figli non vedo perchè non si debbano usare" e chiude dicendo "poi io mi regolo in base alla mia coscienza, al mio credo, decido o meno se abortire, decido o meno se usare la fecondazione eterologa, ma non è giusto che la mia religione decida anche per te che non credi. Non siamo in una teocrazia, anche se a volte lo credo". Ecco: io credo che tra i cattolici praticanti ci sia molta più gente simile ad Ale che alla Binetti/Giovanardi e mi piacerebbe che nei media venisse dato più spazio ai primi e meno ai secondi.
Infine, visto il titolo che ho dato a questo post, credo che la chiusura migliore sia questo video:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:13

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martedì, 12 febbraio 2008, ore 01:33

Qualcuno avrebbe potuto pensare che avrei sorvolato sulla finale di domenica. Invece no, ho semplicemente evitato di scrivere a caldo per non influenzare la mia analisi della partita. Come primissima cosa, faccio i complimenti ad Avellino, squadra dal budget non certo faraonico o dal passato glorioso, ma capace di essere seconda in campionato pari a Roma, spendendo la metà della metà dei capitolini e giocando un basket ben organizzato dall'ottimo Boniciolli (grande uomo oltre che grande coach, ricordo bene le sue posizioni in quella maledetta estate 2003).
Veniamo a noi. Inutile girarci intorno: brucia. Brucia perchè è la terza finale consecutiva che perdiamo. Brucia perchè Avellino è forte ma si poteva vincere. Brucia per la scommessa benefica dei Forever Boys. Brucia perchè Best si fa male dopo 9'. Brucia perchè l'arbitraggio è stato vergognoso (anche se, ci tengo a precisarlo, Avellino ha vinto con merito). Brucia perchè Pasquali ci aveva fatto riassaporare il gusto della vittoria, ed è un sapore che dà dipendenza. Brucia perchè sei in casa. Infine, brucia sentire poco prima della palla a due il presidente di Lega auspicare una vittoria di Avellino "per il movimento", alla faccia dell'impazialità! Però, a mente fredda, possiamo anche fermarci a vedere cosa ha portato di buono questa Final 8, magari accorgendoci che le "bruciature" si possono guarire: anzitutto, la consapevolezza che Pasquali in 3 settimane ha fatto qualcosa che si avvicina molto al concetto di "miracolo". Ha preso un insieme di giocatori e li ha trasformati in una squadra. Ha poi dato loro un'anima, rendendoli capaci di reagire ai parziali avversari che regolarmente affondavano con largo anticipo la Virtus pillastriniana. Ha dato un significato alla parola "difesa", riuscendo anche a far accennare qualcosa di vagamente simile ad un movimento difensivo a Spencer. Ha dato degli schemi all'attacco, dove ora la palla gira e dove si forza solo quando c'è bisogno di forzare. Ha saputo rivitalizzare Anderson, davvero un altro giocatore rispetto all'inverecondo inizio di stagione. Inoltre, usciamo da questa Final 8 con la convinzione di poter giocare alla pari con chiunque, anche se qualcosa da aggiustare c'è ancora. La dipendenza da Best, per esempio: capitan Di Bella, purtroppo, è in un periodo nero e senza il nativo di Springfiled la regia dev'essere affidata a fuoriruolo come McGrath (molto positivo il fatto che stia ritrovando la mira) o Blizzard (buon ritorno, deve ritrovare il ritmo del tiro), nell'attesa di Bulleri (che comunque in regia non dà il meglio di sè). C'è da capire se e a cosa servano Garri e Crosariol, sui quali nutrivo speranze di rendimento migliore. Però la strada è buona e coach Pasquali sembra avere le idee vincenti, speriamo in bene!
Ora, tanto per andare a letto ad orari inverecondi (si nota che mi piace la parola "inverecondo"?) e per non parlare sempre e solo di sport, parliamo di un argomento caldo: la prostituzione. È notizia recente che a Modena, il neonato Partito Democratico, tramite il consigliere ex-DS Fausto Cigni, abbia proposto di aprire un quartiere a luci rosse in zona Bruciata (grazie Zeman per la segnalazione). Mini-approfondimento per i non-modenesi: il quartiere "La bruciata" è situato a Modena Ovest, dove c'è il Grandemilia, dove la Via Emilia porta a Reggio e dove di notte c'è più traffico che di giorno, causa la massiccia presenza di prostitute, tutte africane (le ucraine e le italiane sono sparse per la Via Emilia). Che dire sulla proposta? Mi trova completamente d'accordo. Non dirò cose nuove o mai dette, ma ci tengo ad esporre il mio pensiero: penso che la prostituzione vada legalizzata (e regolamentata) e che i danni provocati dalla legge Merlin siano sottovalutati da molti. I residenti che si lamentano perchè il loro quartiere è pieno di lucciole è il minimo dei problemi: che dire di loro, ragazze non sempre maggiorenni raggirate (quando non rapite), schiavizzate e derubate da esseri che più che umani definirei "antropomorfi"? La repressione ha fallito, ma era ovvio che finisse così: si è partiti con l'idea che il problema fosse la "prostituzione", mentre se lo chiamano "il mestiere più vecchio del mondo" ci sarà un motivo. Il problema, come già detto, è lo sfruttamento della prostituzione, i "magnaccia" e le condizioni tremende a cui sono sottoposte le povere ragazze sbattute sulle strade. Inoltre, anche adottando una logica proibizionista e bigotta, come fai a reprimere il fenomeno? Multi le ragazze? Come fai a stabilire inequivocabilmente che si sta prostituendo? Multi i clienti? Come fai a stabilire inequivocabilmente che sia un "puttaniere"? Si dice "fatta la legge, trovato l'inganno", in questo caso l'inganno precede addirittura la legge. Io sono per la legalizzazione e regolamentazione: possibilità di ricevere clienti a casa propria previa autorizzazione, in modo che si possano effettuare visite mediche obbligatorie regolari, rilasciare fatture e pagare le tasse. Possibilità di creare quartieri a luci rosse modello Amsterdam o case chiuse, sottoposte agli stessi prerequisiti di cui sopra con controlli ulteriori legali e finanziari per prevenire immigrazioni clandestine e/o sfruttamento. Una volta creato un sistema legale nessuno andrebbe più a fare dei P.T. (Puttan Tour) per strada, non ci sarebbe più traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali subirebbero un duro colpo finanziario, direi che sarebbe un discreto risultato. E basta con i moralismi: se un uomo è disposto a pagare per fare sesso e una donna è disposta a fare sesso in cambio di soldi senza costrizione alcuna, che problema c'è (il discorso vale anche mutatis mutandis, ovviamente)? Beh, effettivamente un problemino ci sarebbe e per questo le mie proposte sono destinate a rimanere tali. Anzi, perchè "le MIE proposte"? Le NOSTRE proposte. Ormai molta gente si è convinta che l'unica cosa da fare per risolvere questa situazione sia legalizzare e regolamentare. A questo proposito prendo in prestito una frase di Daniele Luttazzi (è riferita alle droghe leggere, ma vale anche per la prostituzione): "Quando si parla di legalizzazione delle droghe leggere la gente applaude, dimostrando di essere più avanti della classe politica. Poi però la gente non vota come applaude". Infine, sono contento che un esponente del PD abbia lanciato questa proposta, finalmente sento qualcosa di buono provenire da un partito che finora non mi ha convinto per nulla.
Chiudo con un tributo ad un grande genio contemporaneo: Luca Serri e il suo pensiero riguardo al tema appena affrontato:

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:33

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