Un mese e mezzo senza aggiornare... male, molto male! Purtroppo succede così, hai un periodo un po' impegnato dove non riesci a bloggare con continuità, perdi l'abitudine e non ti viene più in mente di aggiornare il blog. Se a questo aggiungi il fatto che quando poi ti viene in mente dovresti parlare di tantissime cose, hai un ulterriore deterrente che ti convince a non farlo. Ora che ho un po' di tempo libero visto che ho finito di lavorare, però, inauguro il nuovo template (quello vecchio era veramente orribile) e vi sparo un nuovo post tuttologo.
Partiamo dal lavoro appena concluso: bella esperienza, talvolta un po' impegnativo tener dietro ai ragazzi ma nel complesso sono soddisfatto. Credo di aver legato bene con loro e credo, nel mio piccolo, di averli aiutati per quanto potessi. È comunque preoccupante come ritratto dell'adolescenza (o pre-adolescenza) moderna: ok, vanno solo alle medie, però "ai miei tempi" (10 anni fa) non c'erano gli stessi livelli di strafottenza, mancanza di rispetto ed assenza di valori (dove per "valori" intendo avere un qualche ideale o qualche principio in cui credere). Ovviamente non mi riferisco a tutti e non voglio "demonizzare" i miei ragazzi, ai quali sono rimasto abbastanza legato, mi limito a denotare come certi comportamenti negativi siano molto più diffusi e frequenti in quella fascia d'età rispetto a quando la attraversavo io.
Passiamo poi alla politica: tiene banco la famigerata legge sulle intercettazioni.
Berlusconi vorrebbe abolirle tranne che per i reati di criminalità organizzata (mafia, camorra et simila) e terrorismo e dare 5 anni di galera sia a chi le effettua che a chi le pubblica, Veltroni vorrebbe lasciarle libere ma
impedirne la pubblicazione sui giornali, almeno fino all'inizio del relativo processo. Personalmente, vorrei libere intercettazioni e libera pubblicazione delle medesime in caso di fatti penalmente rilevanti. Cosa significa? Che se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male ieri notte non è giusto che venga pubblicata l'intercettazione (anche perchè, sinceramente, chi se ne frega); ma se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male perchè pensava a come corrompere il giudice, a come scalare illegalmente la banca, a come dare l'appalto agli amici, allora la gente deve sapere. Potrei dilungarmi a dismisura su questo tema e ribattere a ciascuna tesi a sostegno della legge di Berlusconi (basterebbe dire che Ferrara è d'accordo per far capire che è sbagliata) e, se volete, nei commenti lo farò; qua mi limiterò ad elencarvi una serie di casi di cui, con la proposta Berlusconi, non ci sarebbe stata nessuna conseguenza penale, nessuna indagine, niente, tutti ancora al loro posto, tutti "puliti", oppure, con la proposta Veltroni, di cui nessun cittadino (a parte i magistrati che si occupano della relativa indagine) sarebbe a conoscenza. Siete pronti? Calciopoli (Moggi & co.), i furbetti del quartierino (Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte, Coppola...), la clinica Santa Rita di Milano, Berlusconi-Saccà (oops!), Santa Maria Capua Vetere (i Mastella), Poseidone, Why Not? e le altre inchieste di De Magistris, mega truffa farmaci a Torino, mega truffa rifiuti a Napoli, solo per citare i più famosi. Altri casi scoperti grazie alle intercettazioni ma i cui processi sono iniziati/terminati (quindi di cui sarebbero potuti essere pubblicati i tabulati anche con la proposta Veltroni): crac Parmalat, caso Squillante (Previti che corrompe giudici), Lazio-gate (Storace che spia Marrazzo e la Mussolini alla vigilia delle Regionali 2005), dossier SISMI sugli "avversari" di Berlusconi (Pio Pompa, Pollari e Renato "agente Betulla" Farina), caso Abu Omar, dossier illegali Telecom eccetera... Avrei voluto mettere i link per ogni indagine, però diventava arduo, se volete approfondire ci sono
Google e
Wikipedia, in alternativa chiedete e vi sarà dato.
Passiamo poi al basket: si stanno disputando le finali NBA e quelle del campionato italiano. Nonostante la vittoria di Roma ieri sera, penso che il risultato finale sia scontato, tant'è che non ho guardato nessuna delle 4 partite finora disputate. Molto interessante invece la serie oltreoceano: Boston Celtics - Los Angeles Lakers, come ai vecchi tempi. Le due squadre più vincenti della storia della NBA, 30 titoli in campo (su 61, significa che dopo questa serie metà degli anelli saranno stati vinti dai celtici o dai lacustri) e tanta voglia di riscatto dopo annate deludenti da ambo le parti. Che Boston sarebbe arrivata in finale era ampiamente pronosticabile alla vigilia: dopo aver ceduto quasi tutti i loro giovani per aggiungere a Paul Pierce due campioni come Ray Allen e Kevin Garnett, la squadra si candidava seriamente a conquistare il 17° anello della loro gloriosa storia, il primo dopo 22 anni, quando la squadra di Larry Bird sconfisse 4-2 gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon. I Lakers invece ebbero un'estate travagliata: Bryant voleva un'altra star in squadra, preferibilmente sotto canestro, oppure minacciava di trasferirsi a Chicago. Non avvenne nessuna delle due cose, Kobe rimase a LA e la dirigenza decise di accontentarlo prendendo Pau Gasol, anche se solo a febbraio; da lì in poi, grazie all'innesto del catalano e al "cambio di marcia " di Odom, i Lakers riuscirono a conquistare il seed #1 ad Ovest e, nei playoff, a conquistare il titolo di Conference a spese dei campioni uscenti di San Antonio, complici anche le precarie condizioni fisiche di Ginobili. Nel mentre che vi scrivo, si sono giocate 3 gare ed il fattore campo è stato rispettato: 2-1 Boston. Nelle due partite al TD Banknorth Garden la differenza è stata fatta dai Big Three dei Celtics, in particolare da Pierce (curiosità: da ragazzo era tifosissimo dei Lakers e odiava Boston...), semplicemente devastante in attacco, ma sarebbe ingrato non spendere qualche parola per PJ Brown, 39 anni ad ottobre, importantissimo in gara 1 per sopperire al passaggio a vuoto di Perkins, e per Leon Powe, che sognerà per molte notti la sua prestazione mostruosa in gara 2. I Lakers hanno pagato la prestazione belinelliana di Bryant in gara 1 (9/25 dal campo) e il suo tardo risveglio in gara 2 che ha comunque fatto tremare i biancoverdi, quando si sono trovati solo a +2 dopo aver aperto l'ultimo quarto portandosi in vantaggio di 24 punti. Gara 3 allo Staples Center... me la sono persa! Ho dimenticato di programmare MySky e così non ho visto la vittoria dei gialloviola. Dagli highlights e dal box score posso comunque vedere la grande prestazione di Bryant, forse grazie anche al diverso metro arbitrale su di lui (13 liberi tirati nelle prime 2 gare, 18 ieri notte), la sorprendente partita dell'ex Snaidero Udine Sasha Vujacic (20 punti, 3/5 da 3) e le deludenti prove di Pierce (6 punti, 2/14 dal campo, 0/4 da 3) e Garnett (doppia doppia 13+12 ma un pessimo 6/21 dal campo); tra i celtici si salva solo Allen, 25 punti con 5/7 da 3. Per Boston è importante vincere la prossima, se dovesse vincere LA non solo pareggerebbero la serie, ma avrebbero l'inerzia dalla loro parte e potrebbero usarla per vincere anche gara 5, l'ultima allo Staples Center: dopo i Celtics avrebbero le spalle al muro e questa sensazione annullerebbe il vantaggio del campo per le ultime 2 partite. Esagero? Provate a chiederlo ai giocatori dei Dallas Mavericks, stagione 2004/05... Per chi tifo? Bella domanda. Anni fa simpatizzavo Lakers causa la presenza in roster di Shaquille O'Neal (infatti prima simpatizzavo Orlando...), poi il rapporto si è incrinato quando eliminarono con furto il mio primo amore NBA: i Sacramento Kings 2001/02. Che squadra! In cabina di regia era appena arrivato Mike Bibby al posto di quello psicopatico di Jason Williams, come guardia c'era Doug Christie, difensore fenomenale nonchè idolo (dopo ogni canestro salutava sua moglie. Con il gesto delle corna), l'ala forte era Chris Webber, il classico 4 vecchio stile, grandissimo giocatore, e a fare da ala piccola e centro c'erano Peja Stojakovic e Vlade Divac, due serbi, due giocatori balcanici, la mia scuola cestistica preferita (io ho una concezione molto ampia di "balcanico": ex-Jugoslavia, ex-URSS, Grecia). Anche la panchina era fortissima: Bobby Jackson, Hedo Turkoglu, Scott Pollard... La squadra era finita sulla copertina di Sports Illustrated come "The greatest show on court", aveva dominato la regular season 61-21 (35-5 all'Arco Arena), passato senza problemi i primi due turni di playoff e affrontato in finale di Conference i Lakers campioni uscenti. In vantaggio 3-2, persero gara 6 a Los Angeles, un po' per sfortuna (Samaki Walker, riserva di Shaq, mise a segno l'unica tripla della sua carriera con un buzzer beater), un po' per errori, diciamo, non della squadra: venne convalidata una tripla di Robert "Big Shot Rob" Horry scagliata ampiamente dopo la sirena dei 24", nell'ultimo quarto ai Lakers vennero concessi 27 tiri liberi (ai Kings 9) e, quando scoppiò lo scandalo delle partite truccate nella NBA, si parlò ampiamente proprio di questo match. Gara 7 venne invece persa a causa di una prestazione veramente indecente dalla lunetta (53.3%): i lacustri andarono in finale e spazzarono via i New Jersey Nets di Jason Kidd. Da quel giorno i Lakers entrarono nelle mie antipatie. Per quanto riguarda Boston, è una squadra che mi ha sempre lasciato indifferente: nelle ultime stagioni aveva adottato una politica basata sui giovani, incontrando il mio favore, salvo poi vedere che non sbocciavano (a parte Al Jefferson) e spedirli in massa verso altri lidi per poter acquisire Allen e Garnett e riempire i buchi con veterani free-agent, magari alla caccia dell'anello ergo affamati (PJ Brown) o con già qualche anello al dito (Sam Cassell, James Posey), dotati quindi dell'esperienza necessaria, cosa che non gradii ma che si è rivelata, almeno per ora, vincente. In teoria dovrei essere imparziale, tuttavia ci sono due discriminanti:
1) stravedo per Kevin "The big ticket" Garnett e sarei molto contento se riuscisse finalmente a vincere il titolo
2) non provo affatto simpatia per Kobe Bryant. Gran giocatore, eh, per carità, anche se non così grande come qualcuno dice. Per capirci, c'è chi dice che se non fosse arrivato in NBA quando c'era ancora Michele Giordano in quel di Chicago sarebbe considerato lui il numero 1 di sempre. Ma quando mai? Oggi probabilmente è il miglior giocatore della NBA (anche se l'MVP l'avrebbe stra-meritato Chris Paul) e ok, ma Jordan era il leader dei suoi Bulls. Sarà un caso, ma tutti gli anelli vinti da Chicago vedono MJ come MVP, tutti quelli vinti dai Lakers con Bryant in campo vedono O'Neal MVP. Sarà un caso, ma quando nel 2004 i Lakers dei Big Four (Shaq, Kobe, Payton, Malone) persero la finale contro i Bad Boys 2.0 di Detroit il peggiore in campo fu quello che all'epoca aveva il numero 8. Inoltre non mi è mai stato simpatico come persona: mi sembra l'apoteosi della falsità.
Non mi resta da fare altro che chiudere, promettermi di tornare ad aggiornare con regolarità e lasciarvi con questo messaggio: