venerdì, 23 ottobre 2009, ore 20:51

La pioggia ha qualcosa di magico, senza dubbio. Ne sono ancora più convinto da quando ieri mattina, passando davanti alla porta di ingresso, ho visto il mio gatto accucciato sullo zerbino. Gli ho subito aperto, pensando che volesse entrare e mettersi al riparo dall'acqua e dal freddo, suoi acerrimi nemici: invece è rimasto fermo a guardarmi per un po', come se in fondo non si stesse così male lì fuori, per poi scattare come un ghepardo verso il garage, a mostrarmi come anche il suo appetito fosse paragonabile a quello del suo cugino felino.
Avendo la camera in mansarda, quando piove lo sento bene: a volte è un rumore sgradevole, specie se piovono gocce grosse come il lago Ontario e stai cercando di studiare o dormire, ma il più delle volte è piacevole. È come un amico che ti bussa alla porta per chiederti se hai voglia di andare fuori a giocare, talmente entusiasta dell'idea che non si rende conto della sua insistenza e del fatto che potrebbe infastidire chi, dietro quella porta, ci vive. O come una melodia, un po' monotona ma con un certo senso del ritmo, che vuole accom-pagnarti nelle tue attività e farti sentire che non sei solo, c'è anche lei qualora ne avessi bisogno.
Mi piace il suo odore: mi ricorda quando da piccolo, per non farmi ammalare, mia madre mi convinceva a restare a casa in caso di pioggia preparando a me ed ai miei amici il tè con i biscotti. Certo, era un patto soddisfacente per entrambi, ma aveva un limite: non aveva previsto clausole riguardanti il manifestarsi della pioggia in itinere. Per fortuna, visto che il correre sotto la pioggia divenne in breve una delle mie attività preferite: oltre che servirmi come allenamento per la vacanza-studio del 2004 a Miami e i suoi blitz monsonici, mi dava un senso di libertà, di gioia e di energia (oltre che la febbre, in più di un'occasione) come poche altre cose. Lo ammetto: il pensiero ieri mattina mi ha sfiorato. Ma il giorno dopo avrei avuto un esame, non avrei proprio potuto rischiare di ammalarmi.
Così mi sono seduto a fare colazione e, tra una cucchiaiata e l'altra del mio yogurt, guardavo fuori: osservando le gocce che imperterrite continuavano a lanciarsi dalla flotta di nuvole soprastante e a paracadutarsi sul mondo, mi sovvenivano alcune immagini legate alla pioggia. Una in particolare pareva dominare la mia mente: la scena di uno dei miei film preferiti, “V for Vendetta”, quella in cui V libera Evie dalla “prigione”, la porta sul tetto e lei, sotto una doccia scrosciante di acqua piovana, risorge più o meno metaforicamente. Sarà perché nutro da sempre un grande amore verso l'acqua, sarà perché la ritengo essere l'elemento vitale per antonomasia, ma ho sempre avuto anch'io quest'idea della pioggia come un grande annaffiatoio che infonde vita, forza ed energia in tutto quello che bagna. Uffa, che voglia di correre fuori...
Sposto poi il mio sguardo verso il paesaggio: la pioggia e le nuvole hanno creato un sipario grigio che impedisce di vedere non solo la linea dell'orizzonte, ma qualsiasi cosa si estenda oltre Ubersetto. Chissà cosa succede là dietro: magari dietro quella cortina il mondo si sta ribellando alla giornata grigia e sta allestendo uno spettacolo grandioso, fatto di arcobaleni e altri giochi di luce. E se invece fosse lo spirito di San Geminiano che, come 16 secoli fa, ha fatto scendere questa argentea coperta per proteggere la sua Modena dal barbaro invasore? Sarà meglio di no, visto che poi me li ritroverei sotto casa! Il paesaggio ancora visibile sembra una foto in bianco e nero, anche nelle sensazioni che evoca: non si può non avvertirne il fascino, ma neanche negare il retrogusto di malinconia che ti lascia in bocca (sempre che non sia lo yogurt scaduto). È il segnale definitivo che l'estate è finita: il tepore settembrino ha pensato bene di illuderci sforando ampiamente fino ad ottobre inoltrato, poi è arrivato l'autunno che, arrabbiato per il ritardo (secondo me viaggia con Trenitalia), ha deciso di rifarsi con gli interessi. Quella del 2009 è stata un'estate incredibilmente intensa: sono successe tante cose che hanno influito profondamente sulla mia vita, alcune di queste destinate a rimanere un bel ricordo, altre a cui voglio dare un futuro, una continuità, uno sviluppo, e per le quali lotterò fino in fondo, nonostante le paure, le insicurezze e le difficoltà.
Chiudo il post con questa canzone: un po' scontata, volendo, ma decisamente appropriata. E bella.

Sproloquio di tommyblizzard alle 20:51

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categoria : racconti, streams of consciousness

giovedì, 25 giugno 2009, ore 01:13

San Venanzio è un posto apparentemente insignificante. È una frazione della ben più nota Maranello che conta, ad occhio, 3-400 abitanti ed è il primo centro abitato che si incontra salendo verso il Monte Cimone sulla via Giardini. Non ha un bar, non ha un'edicola e forse aprire un esercizio commerciale che assolva entrambe le funzioni potrebbe rivelarsi redditizio: i residenti non sarebbero costretti a fare 10 km complessivi per andare a comprare il giornale in città ed avrebbero un punto di ritrovo vicino a casa, oltre che un luogo dove poter sorseggiare qualcosa di freddo o, perché no, gustare un gelato per combattere la calura estiva che si fa sentire anche a 270 metri sul livello del mare. C'è solo il negozio di alimentari dei fratelli Valenti, dove però si trova della carne di ottima qualità, e un piccolo forno tappezzato di poster, magliette ed altro materiale del Modena FC. In compenso, ci sono ben due ristoranti, distanti 300 metri l'uno dall'altro: alla Scalinata si trovano i tipici piatti della cucina modenese, compresi ovviamente il gnocco fritto e le crescentine, orgoglio del Frignano, mentre al Postiglione le tradizioni geminiane vengono gemellate con quelle lucane e con la pizza.
A chi ha vissuto per quasi 22 anni in centro a Maranello, sopra un'officina e di fronte ad una delle principali arterie della provincia, le differenze sono palesi: non si deve più spostare il letto di fronte alla porta-finestra spalancata per tentare di dormire, non si è più svegliati alle 8 di sabato mattina dal rombo delle auto da corsa preparate al piano di sotto, il panorama che si vede dalla finestra è senz'altro più piacevole e tante altre piccole cose. Quella che invece non cambia è la sensazione che questo posto, in un modo o nell'altro, non faccia per sè: sarà perché la gente è molto provinciale e pensa di poter pontificare su come funziona altrove nonostante il posto più lontano che abbia visto sia Pinerolo, sarà perché la provincia di Modena non è un paese per giovani (semi-cit.), sarà perché le facce sono sempre le stesse e se uno si trova male in un gruppo non è così facile trovarne un altro, sarà come sarà resta il fatto che è da tanto tempo che si sogna di emigrare.
Poi una sera capita che ci si trovi davanti a casa ad aspettare degli amici con cui andare a bere qualcosa e che costoro siano in ritardo: l'occhio cade sullo spettacolo offerto dalla pianura padana alle 21 di un giorno di inizio estate. In questo frangente, San Venanzio diventa una piccola Beverly Hills da cui ammirare una distesa di luci artificiali paragonabile a quella di Los Angeles: invece di Rodeo Drive si vede Sassuolo, la città un po' fighetta arricchitasi con le ceramiche che tutto d'un colpo ha ripudiato coloro che l'hanno governata per 64 anni. Al posto di Downtown LA c'è Modena, con le luci dell'inceneritore che sembrano ricalcare quelle del Parlamento di Oslo dipinto da Edvard Munch nel suo “Sera sul viale Karl Johan”. Ed infine, al posto di Hollywood Boulevard c'è Bologna, la storica nemica della propria città natale che non è mai stata odiata, fonte di gioie e dolori, di speranze ed illusioni, di gratificazioni e delusioni, di bei ricordi e di grandi rimpianti, di scelte la cui validità è tutt'ora in discussione, da cui vengono persone favolose e personaggi ignominiosi. E viene da chiedersi se in realtà questa piccola replica di California meridionale non sia poi così male, se non sia una scelta troppo drastica quella di andarsene, se in fondo quelle persone che chiedevano come mai uno non vedesse l'ora di partire, tanto disprezzate per la loro miopia, avessero poi tutti i torti nel porre quella domanda. Se basta un singolo evento a farti cambiare così radicalmente un'opinione o, quantomeno, a fartela mettere in discussione, è il caso di ripensare alla medesima e di aspettare un po' per vedere le cose con maggiore chiarezza? Ma non si era detto che d'ora in poi si avrebbe agito di più e meditato di meno in modo da carpire tutti quei dies che sono sfuggiti nel passato?
Nel mentre, è arrivato il Freelander del Cap, con a bordo Piti, il Put e quel deficiente di Luca che era completamente ignaro del fatto che da due anni mi fossi trasferito a San Venanzio. Si parte per la Terra di Mezzo a Savignano sul Panaro, destinazione di cui è impossibile non cogliere l'ironia: è situato in una frazione (Magazzino) di una città celebre (per la Venere), è proprio sul confine tra Modena e Bologna, il suo nome evoca una terra mitica, enorme e lontana ma in realtà è in un posticino a 30 minuti di macchina da casa. Come se non bastasse, durante la serata gli altoparlanti del pub prendono una pausa dal metal inviando nell'etere le note di Only time di Enya, cantante nativa dell'isola di smeraldo che ha rappresentato una parte molto importante della mia vita e canzone che associo ad una persona ancora più importante; a questo punto anche un solido razionalista come me si trova a chiedersi se il destino esista veramente. Intanto, ho capito anche un'altra cosa: con una penna in mano sono quasi irrefrenabile. Luca e gli altri sono habituè della Terra di Mezzo e nei fogli bianchi di un vecchio menu tengono una specie di diario di bordo, al quale ieri sera ho contribuito anche io; beh, dopo la fredda (ma neanche tanto, mi conoscete) cronaca di quanto stava accadendo, ho iniziato con i miei flussi di coscienza joyciani e solo la proposta di un giaguaro mi ha fermato dallo scrivere una pagina di dimensioni bibliche. Forse vuol dire qualcosa, forse no: però ho un dato in più su cui ragionare e mi sta bene così.

PS sulla sinistra continuo ad aggiungere le foto dei miei viaggi.

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:13

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categoria : vacanze, streams of consciousness

sabato, 06 giugno 2009, ore 01:12

Dopo tanto tempo torno a fare anche un post politico. Come saprete, sabato e domenica si vota per rinnovare il Parlamento Europeo e, se siete ancora indecisi o se volete solo ammazzare un po' il tempo, c'è un simpatico sito che si chiama EU Profiler. A cosa serve? Dopo avere chiesto la vostra opinione su 30 temi, quanta rilevanza date a certe questioni e qual'è la vostra attuale propensione al voto, calcolerà a quale partito della vostra nazione e a quale formazione politica europea siete più affini. Per esempio, il partito europeo più vicino alle mie posizioni è risultato essere l'olandese GroenLinks, con un'affinità dell'88%, seguito dal lettone Saskanas Centrs (85%) e dallo spagnolo Izquierda Unida (84,6%). La classifica italiana, invece, recita: Sinistra e libertà (80%), PRC-PdCI (75%), PD (71,6%), IDV (68,5%), UDC (56,9%), Destra/Mpa/Pensionati (49,1%), PDL (47,2%) e Lega (38%). Direi che i risultati NON rispecchino fedelmente le mie intenzioni: ammetto di aver pensato di votare la formazione di Vendola, ma poi la mia diffidenza verso le neonate micro-formazioni di sinistra ha avuto la meglio, nonostante un programma interessante e alcune buone candidature come quella di Claudio Fava. PRC-PdCI e PD non ho mai e poi mai avuto intenzione di votarli e mi stupisce alquanto che secondo EU Profiler le mie posizioni sarebbero più simili alle loro rispetto all'Italia dei Valori. Inoltre, è alquanto inquietante (scusate lo scioglilingua) che, in linea teoria, avrei quasi il 57% di affinità con quel partito ripugnante che è l'UDC: io, agnostico e anticlericale convinto? Bah.

Ora veniamo al dunque: io, come alle ultime elezioni politiche, voterò Italia dei Valori. Perchè?
  • è l'unico partito che si è sempre fermamente opposto alle porcherie del governo Berlusconi come il Lodo Alfano, la legge sulle intercettazioni, la legge-bavaglio sulla stampa, la (s)vendita di Alitalia alla CAI, il conflitto d'interessi, gli attacchi a libera informazione, parlamento e magistratura ecc... Gli altri partiti di opposizione si sono invece rivelati complici, almeno parzialmente (UDC), tentennanti (il PD, almeno sotto Veltroni) o poco interessati alle questioni (sinistra "extra-parlamentare").
  • lo stesso dicasi per quanto riguarda l'inchiesta di Catanzaro, che ha gettato fango e calunnie su due onesti, fedeli e coraggiosi servitori dello Stato come Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, che invece andrebbero mostrati come esempio per tutti, anche perchè purtroppo sono una razza in via d'estinzione. Come sopra, l'IDV ha sempre urlato allo scandalo, il PD si è eclissato (i primi attacchi, peraltro, partirono proprio da membri del precedente governo in cui vi erano soggetti coinvolti nell'inchiesta), l'UDC è stato semi-collaborazionista e le sinistre "benaltriste" (prima e ultima volta che cito Cofferati). Idem con patate per bancopoli e Clementina Forleo.
  • ha sempre assunto una posizione chiara e inequivocabile, al contrario del PD dove, oltre alle contraddizioni interne, fioccavano i "ma anche", i "però, in fondo...", i "non è poi così male" eccetera, soprattutto per quanto riguarda la legge sulle intercettazioni.
  • condivido buona parte delle sue posizioni, specialmente per quanto riguarda giustizia, energie rinnovabili, connet-tività, immigrazione, ricerca, libertà civili e istruzione.
  • ha presentato alcune candidature di ottimo livello, come Luigi De Magistris, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo e Sonia Alfano.
  • più alta sarà la percentuale ottenuta dall'IDV, altrettanto alta sarà la possibiltà che il PD (il quale, numericamente parlando, volente o nolente rimane il secondo partito italiano e il più grande partito di opposizione), si dia una svegliata e capisca che, se vuole evitare l'estinzione, è meglio che si rinnovi sia come idee che come personale (basta Binetti, D'Alema, Fassino et simila ma anche finti giovani come la Madia, più gente come la Serrachiani o la Capacchione).
  • è uno dei pochissimi partiti che non si vergogna a fare dell'antiberlusconismo una delle sue bandiere. Nonostante sembri essere qualcosa di ormai superato o che va solo "contro" senza avere nulla di costruttivo, a mio avviso è tutt'altro che così. Anzitutto, è più che mai attuale, vista la sua diffusione e il suo radicamento, soprattutto in certe fasce di elettorato. Inoltre, antiberlusconismo non vuol dire "essere per partito preso contro Berlusconi", ma opporsi all'ideologia, al modo di pensare, ai "valori", ai meccanismi di pensiero da lui promossi e veicolati dai suoi mezzi di comunicazione; non tanto da giornali o TG, ma da programmi come Uomini e donne, Lucignolo e compagnia, che plasmano le persone più lentamente ma anche più profondamente e subdolamente di un notiziario. Questa mentalità io la vedo cozzare frontalmente contro quella che, secondo me, dovrebbe essere alla base di una società civile e democratica, quindi ben venga l'enfasi su questo punto.
Ho pensato anche di anticipare alcune critiche che mi verranno rivolte, così eccovi anche una lista di cose che non mi piacciono dell'Italia dei valori:
  • le sue posizioni in materia di leggi sulla droga, sul federalismo (anche se ammetto che dovrei approfondire un po' l'argomento) e la troppa accondiscendenza verso alcuni eccessi delle forze dell'ordine.
  • la candidatura di Antonio Di Pietro, parlamentare italiano quindi ineleggibile, e di Maruska Piredda, l'(ex?) hostess Alitalia, che sa molto di spot e di cui non vedo nè l'utilità nè il potenziale contributo.
  • è ancora un partito troppo personale e questo è forse l'unico tratto che accomuna Di Pietro a Berlusconi. Una maggiore collegialità garantirebbe una maggiore dialettica interna che, sì, comporta un maggior rischio di scissioni e divisioni, ma è un prezzo che un partito deve essere disposto a pagare per avere una vitalità di idee che faccia da antidoto contro la monocrazia attuale. Va comunque detto che sia Tonino che Leoluca Orlando hanno avviato un processo di riforma interna rivolto a questo obiettivo, vedremo a quali risultati porterà.
  • a livello locale alcune candidature lasciano piuttosto perplessi e questo si ricollega al punto precedente. Un partito con una struttura forte e non dominato da una persona singola aiuterebbe a prevenire nuovi casi De Gregorio o Di Pietro junior.
Questo è quanto, anche perchè direi di essermi dilungato anche troppo. Sfortunatamente, nella scrittura io sono uno che raramente ha mezze misure: o sono telegrafico o sono veramente prolisso. In ogni caso, se siete arrivati fino in fondo, complimenti e grazie per la fiducia. Fatemi anche sapere cosa ne pensate.

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:12

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categoria : poltica, streams of consciousness

mercoledì, 11 giugno 2008, ore 17:27

Un mese e mezzo senza aggiornare... male, molto male! Purtroppo succede così, hai un periodo un po' impegnato dove non riesci a bloggare con continuità, perdi l'abitudine e non ti viene più in mente di aggiornare il blog. Se a questo aggiungi il fatto che quando poi ti viene in mente dovresti parlare di tantissime cose, hai un ulterriore deterrente che ti convince a non farlo. Ora che ho un po' di tempo libero visto che ho finito di lavorare, però, inauguro il nuovo template (quello vecchio era veramente orribile) e vi sparo un nuovo post tuttologo.
Partiamo dal lavoro appena concluso: bella esperienza, talvolta un po' impegnativo tener dietro ai ragazzi ma nel complesso sono soddisfatto. Credo di aver legato bene con loro e credo, nel mio piccolo, di averli aiutati per quanto potessi. È comunque preoccupante come ritratto dell'adolescenza (o pre-adolescenza) moderna: ok, vanno solo alle medie, però "ai miei tempi" (10 anni fa) non c'erano gli stessi livelli di strafottenza, mancanza di rispetto ed assenza di valori (dove per "valori" intendo avere un qualche ideale o qualche principio in cui credere). Ovviamente non mi riferisco a tutti e non voglio "demonizzare" i miei ragazzi, ai quali sono rimasto abbastanza legato, mi limito a denotare come certi comportamenti negativi siano molto più diffusi e frequenti in quella fascia d'età rispetto a quando la attraversavo io.
Passiamo poi alla politica: tiene banco la famigerata legge sulle intercettazioni. Berlusconi vorrebbe abolirle tranne che per i reati di criminalità organizzata (mafia, camorra et simila) e terrorismo e dare 5 anni di galera sia a chi le effettua che a chi le pubblica, Veltroni vorrebbe lasciarle libere ma impedirne la pubblicazione sui giornali, almeno fino all'inizio del relativo processo. Personalmente, vorrei libere intercettazioni e libera pubblicazione delle medesime in caso di fatti penalmente rilevanti. Cosa significa? Che se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male ieri notte non è giusto che venga pubblicata l'intercettazione (anche perchè, sinceramente, chi se ne frega); ma se un politico (o un magistrato, un imprenditore, ecc...) parla al telefono di come ha scopato male perchè pensava a come corrompere il giudice, a come scalare illegalmente la banca, a come dare l'appalto agli amici, allora la gente deve sapere. Potrei dilungarmi a dismisura su questo tema e ribattere a ciascuna tesi a sostegno della legge di Berlusconi (basterebbe dire che Ferrara è d'accordo per far capire che è sbagliata) e, se volete, nei commenti lo farò; qua mi limiterò ad elencarvi una serie di casi di cui, con la proposta Berlusconi, non ci sarebbe stata nessuna conseguenza penale, nessuna indagine, niente, tutti ancora al loro posto, tutti "puliti", oppure, con la proposta Veltroni, di cui nessun cittadino (a parte i magistrati che si occupano della relativa indagine) sarebbe a conoscenza. Siete pronti? Calciopoli (Moggi & co.), i furbetti del quartierino (Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte, Coppola...), la clinica Santa Rita di Milano, Berlusconi-Saccà (oops!), Santa Maria Capua Vetere (i Mastella), Poseidone, Why Not? e le altre inchieste di De Magistris, mega truffa farmaci a Torino, mega truffa rifiuti a Napoli, solo per citare i più famosi. Altri casi scoperti grazie alle intercettazioni ma i cui processi sono iniziati/terminati (quindi di cui sarebbero potuti essere pubblicati i tabulati anche con la proposta Veltroni): crac Parmalat, caso Squillante (Previti che corrompe giudici), Lazio-gate (Storace che spia Marrazzo e la Mussolini alla vigilia delle Regionali 2005), dossier SISMI sugli "avversari" di Berlusconi (Pio Pompa, Pollari e Renato "agente Betulla" Farina), caso Abu Omar, dossier illegali Telecom eccetera... Avrei voluto mettere i link per ogni indagine, però diventava arduo, se volete approfondire ci sono Google e Wikipedia, in alternativa chiedete e vi sarà dato.
Passiamo poi al basket: si stanno disputando le finali NBA e quelle del campionato italiano. Nonostante la vittoria di Roma ieri sera, penso che il risultato finale sia scontato, tant'è che non ho guardato nessuna delle 4 partite finora disputate. Molto interessante invece la serie oltreoceano: Boston Celtics - Los Angeles Lakers, come ai vecchi tempi. Le due squadre più vincenti della storia della NBA, 30 titoli in campo (su 61, significa che dopo questa serie metà degli anelli saranno stati vinti dai celtici o dai lacustri) e tanta voglia di riscatto dopo annate deludenti da ambo le parti. Che Boston sarebbe arrivata in finale era ampiamente pronosticabile alla vigilia: dopo aver ceduto quasi tutti i loro giovani per aggiungere a Paul Pierce due campioni come Ray Allen e Kevin Garnett, la squadra si candidava seriamente a conquistare il 17° anello della loro gloriosa storia, il primo dopo 22 anni, quando la squadra di Larry Bird sconfisse 4-2 gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon. I Lakers invece ebbero un'estate travagliata: Bryant voleva un'altra star in squadra, preferibilmente sotto canestro, oppure minacciava di trasferirsi a Chicago. Non avvenne nessuna delle due cose, Kobe rimase a LA e la dirigenza decise di accontentarlo prendendo Pau Gasol, anche se solo a febbraio; da lì in poi, grazie all'innesto del catalano e al "cambio di marcia " di Odom, i Lakers riuscirono a conquistare il seed #1 ad Ovest e, nei playoff, a conquistare il titolo di Conference a spese dei campioni uscenti di San Antonio, complici anche le precarie condizioni fisiche di Ginobili. Nel mentre che vi scrivo, si sono giocate 3 gare ed il fattore campo è stato rispettato: 2-1 Boston. Nelle due partite al TD Banknorth Garden la differenza è stata fatta dai Big Three dei Celtics, in particolare da Pierce (curiosità: da ragazzo era tifosissimo dei Lakers e odiava Boston...), semplicemente devastante in attacco, ma sarebbe ingrato non spendere qualche parola per PJ Brown, 39 anni ad ottobre, importantissimo in gara 1 per sopperire al passaggio a vuoto di Perkins, e per Leon Powe, che sognerà per molte notti la sua prestazione mostruosa in gara 2. I Lakers hanno pagato la prestazione belinelliana di Bryant in gara 1 (9/25 dal campo) e il suo tardo risveglio in gara 2 che ha comunque fatto tremare i biancoverdi, quando si sono trovati solo a +2 dopo aver aperto l'ultimo quarto portandosi in vantaggio di 24 punti. Gara 3 allo Staples Center... me la sono persa! Ho dimenticato di programmare MySky e così non ho visto la vittoria dei gialloviola. Dagli highlights e dal box score posso comunque vedere la grande prestazione di Bryant, forse grazie anche al diverso metro arbitrale su di lui (13 liberi tirati nelle prime 2 gare, 18 ieri notte), la sorprendente partita dell'ex Snaidero Udine Sasha Vujacic (20 punti, 3/5 da 3) e le deludenti prove di Pierce (6 punti, 2/14 dal campo, 0/4 da 3) e Garnett (doppia doppia 13+12 ma un pessimo 6/21 dal campo); tra i celtici si salva solo Allen, 25 punti con 5/7 da 3. Per Boston è importante vincere la prossima, se dovesse vincere LA non solo pareggerebbero la serie, ma avrebbero l'inerzia dalla loro parte e potrebbero usarla per vincere anche gara 5, l'ultima allo Staples Center: dopo i Celtics avrebbero le spalle al muro e questa sensazione annullerebbe il vantaggio del campo per le ultime 2 partite. Esagero? Provate a chiederlo ai giocatori dei Dallas Mavericks, stagione 2004/05... Per chi tifo? Bella domanda. Anni fa simpatizzavo Lakers causa la presenza in roster di Shaquille O'Neal (infatti prima simpatizzavo Orlando...), poi il rapporto si è incrinato quando eliminarono con furto il mio primo amore NBA: i Sacramento Kings 2001/02. Che squadra! In cabina di regia era appena arrivato Mike Bibby al posto di quello psicopatico di Jason Williams, come guardia c'era Doug Christie, difensore fenomenale nonchè idolo (dopo ogni canestro salutava sua moglie. Con il gesto delle corna), l'ala forte era Chris Webber, il classico 4 vecchio stile, grandissimo giocatore, e a fare da ala piccola e centro c'erano Peja Stojakovic e Vlade Divac, due serbi, due giocatori balcanici, la mia scuola cestistica preferita (io ho una concezione molto ampia di "balcanico": ex-Jugoslavia, ex-URSS, Grecia). Anche la panchina era fortissima: Bobby Jackson, Hedo Turkoglu, Scott Pollard... La squadra era finita sulla copertina di Sports Illustrated come "The greatest show on court", aveva dominato la regular season 61-21 (35-5 all'Arco Arena), passato senza problemi i primi due turni di playoff e affrontato in finale di Conference i Lakers campioni uscenti. In vantaggio 3-2, persero gara 6 a Los Angeles, un po' per sfortuna (Samaki Walker, riserva di Shaq, mise a segno l'unica tripla della sua carriera con un buzzer beater), un po' per errori, diciamo, non della squadra: venne convalidata una tripla di Robert "Big Shot Rob" Horry scagliata ampiamente dopo la sirena dei 24", nell'ultimo quarto ai Lakers vennero concessi 27 tiri liberi (ai Kings 9) e, quando scoppiò lo scandalo delle partite truccate nella NBA, si parlò ampiamente proprio di questo match. Gara 7 venne invece persa a causa di una prestazione veramente indecente dalla lunetta (53.3%): i lacustri andarono in finale e spazzarono via i New Jersey Nets di Jason Kidd. Da quel giorno i Lakers entrarono nelle mie antipatie. Per quanto riguarda Boston, è una squadra che mi ha sempre lasciato indifferente: nelle ultime stagioni aveva adottato una politica basata sui giovani, incontrando il mio favore, salvo poi vedere che non sbocciavano (a parte Al Jefferson) e spedirli in massa verso altri lidi per poter acquisire Allen e Garnett e riempire i buchi con veterani free-agent, magari alla caccia dell'anello ergo affamati (PJ Brown) o con già qualche anello al dito (Sam Cassell, James Posey), dotati quindi dell'esperienza necessaria, cosa che non gradii ma che si è rivelata, almeno per ora, vincente. In teoria dovrei essere imparziale, tuttavia ci sono due discriminanti:
1) stravedo per Kevin "The big ticket" Garnett e sarei molto contento se riuscisse finalmente a vincere il titolo
2) non provo affatto simpatia per Kobe Bryant. Gran giocatore, eh, per carità, anche se non così grande come qualcuno dice. Per capirci, c'è chi dice che se non fosse arrivato in NBA quando c'era ancora Michele Giordano in quel di Chicago sarebbe considerato lui il numero 1 di sempre. Ma quando mai? Oggi probabilmente è il miglior giocatore della NBA (anche se l'MVP l'avrebbe stra-meritato Chris Paul) e ok, ma Jordan era il leader dei suoi Bulls. Sarà un caso, ma tutti gli anelli vinti da Chicago vedono MJ come MVP, tutti quelli vinti dai Lakers con Bryant in campo vedono O'Neal MVP. Sarà un caso, ma quando nel 2004 i Lakers dei Big Four (Shaq, Kobe, Payton, Malone) persero la finale contro i Bad Boys 2.0 di Detroit il peggiore in campo fu quello che all'epoca aveva il numero 8. Inoltre non mi è mai stato simpatico come persona: mi sembra l'apoteosi della falsità.
Non mi resta da fare altro che chiudere, promettermi di tornare ad aggiornare con regolarità e lasciarvi con questo messaggio:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:27

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categoria : basket, poltica, streams of consciousness, lavurer

giovedì, 27 marzo 2008, ore 13:10

No, non si parla di Valentino Rossi ma del sottoscritto che ieri è diventato dottore in Relazioni Internazionali. Avrei voluto scrivere questo post ieri sera, purtroppo la linea ha pensato bene di abbandonarmi, tra l'altro nel bel mezzo di una discussione politica con Ale. Il tema? Abbiamo entrambi fatto il famoso test voi siete qui dell'ottimo sito OpenPolis e stavamo confrontando i nostri diversi orientamenti; il mio risultato lo troverete in fondo alla pagina.
Dicevo, la mia laurea: fa un certo effetto essere "dottore", pur con tutti i distinguo del caso (è "solo" una triennale e blablabla), ed è innegabilmente una sensazione positiva. Peccato che non siano stati presenti i miei amici, impegnati con esami, tirocini, lavori o quant'altro, e che il voto finale (92) sia stato leggermente inferiore a quello che mi aspettavo; probabilmente la mia tesi fatta in fretta e furia (non per fare il paraculo, ma non certo per mancanze mie) non ha portato molti punti... E ora? Già, ora comincia una nuova fase. Un po' mi spaventa, a dire il vero. Mi spaventa il fatto che ora si cominci a "giocare sul serio", il fatto che ora le decisioni che prenderò avranno un peso notevole sul mio futuro e che in passato non sempre ho preso scelte che si sono rivelate vincenti. Perchè è facile dire "adesso pensa solo a goderti il momento": purtroppo quei pensieri non smettono di agitarsi nella tua testa ed è difficile metterli a tacere. Ora che mi sono sfogato è arrivato però il momento di affrontare queste cose, cominciando da subito: non si può passare una vita ad "aggirare gli ostacoli" (come diceva il mitico prof. Remitti) sperando che qualcuno li tolga per te o affrontarli all'ultimo secondo con la prima strategia che balza alla mente. Basta stare in panchina. È ora di scendere in campo. Spero che la vittoria pre-laurea della Virtus contro Montegranaro strafavorita mi dia ispirazione.
Come promesso, ecco il risultato che ho conseguito su voisietequi: secondo loro sono un pericoloso comunista, secondo me no. Forse la cosa deriva dal fatto che su 25 domande, 12 volte (praticamente la metà) ho risposto "molto favorevole/contrario" e sono stato scambiato per un estremista: io non la vedo così, semplicemente su quei 12 temi ho una posizione molto chiara. Se vi va, fate il test e discutete con me delle eventuali differenze d'opinione, ne sarei molto contento.



Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Sproloquio di tommyblizzard alle 13:10

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categoria : laurea, poltica, streams of consciousness

mercoledì, 19 marzo 2008, ore 14:17

(questo post doveva essere pubblicato ieri notte ma splinder aveva dei casini)
Ciao a tutti. Ho deciso di riprendere a scrivere sul blog, visto che oggi pomeriggio, consegnando in segreteria la mia tesi di laurea, è finito il calvario che ha monopolizzato la mia vita in queste settimane. Rimaniamo un attimo su questo argomento: se mercoledì 26 marzo per qualche motivo siete a Bologna, alle 11.30 mi laureo, se vorrete fare un salto sarete i benvenuti. La mia facoltà (Scienze politiche, se per puro caso mi leggesse qualcuno che non mi conosce/mi conosce poco) si trova a Palazzo Hercolani, Strada maggiore 45, Bologna, facilmente raggiungibile in autobus (25 dalla stazione dei treni o uno dei tanti 27 da Via Indipendenza). Questo evento dovrebbe rappresentare una specie di punto di svolta per la mia vita: non ho infatti intenzione di proseguire gli studi nè a Relazioni Internazionali, nè a Scienze Politiche. Cosa farò? Beh, ci sono una serie di proposte in cantiere, bisognerà valutarne l'effettiva fattibilità, però diciamo che ci sto lavorando. Come sto lavorando sulla mia festa di laurea. Non sono mai stato un festaiolo D.O.C., fino al 18° compleanno facevo una festicciola nella casa di famiglia a Montardone la domenica pomeriggio più vicina al 17 settembre, poi un anno è saltata e la cosa è poi definitivamente "morta". Però questa laurea rappresenta quantomeno un macigno in meno da sopra le spalle e mi piacerebbe celebrare questo evento: la domanda è "come?". Quasi tutti festeggiano in discoteca, ma chi mi conosce sa che non amo (eufemismo) nè l'ambiente nè l'idea di festeggiare lauree, compleanni o quant'altro in discoteca. Cenone? Interessante, però temo di non riuscire a ricreare l'atmosfera goliardica della festa di laurea di Zeman e Berta, dove con un'idea semplice (affitto di una sala a Magreta, cena a base di pasta e borlenghi poi quel che succede, succede) si è passata una serata molto divertente e coinvolgente per tutti (soprattutto per Berta). Mi piacerebbe qualcosa di nuovo, qualcosa che non sia una discoteca, qualcosa di non necessariamente complicato dove la gente possa divertirsi ed avere un bel ricordo senza necessariamente ubriacarsi (cosa non proibita, sia chiaro: solo vorrei evitare che fosse la conditio sine qua non per potersi divertire). Mi viene in mente la festa di laurea di Alessandro e Veronica (che ho paccato causa spiacevole imprevisto e che non smetterò mai di dispiacermi per questa cosa), festa in piscina, ma un conto è farla tra luglio e agosto, un conto tra marzo e aprile... In più non vorrei neanche far passare troppo tempo, com'è ovvio, visto che poi la festa si svuota di significato e perde "l'inerzia emotiva". Appello ai quattro gatti che mi leggono: avete proposte in merito?
Chudiamo con un video. Avrete sicuramente sentito che, a causa delle violenze in Tibet, c'è chi propone di boicottare le olimpiadi di Pechino. C'è anche però chi per le medesime continua ad allenarsi duramente:

Almost Olympic games - Beijing 2008 - Decathlon - Watch more free videos

Sproloquio di tommyblizzard alle 14:17

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categoria : laurea, olimpiadi, streams of consciousness

mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 17:13

Ieri notte ho appreso questa notizia mentre tenevo compagnia a Fabrizio che aspettava l'arrivo a Modena di suo cugino da Salerno (il suo treno ha avuto qualche piccolo problema). Ho provato in tutti i modi a convincermi che fosse una bufala, un qualche scherzo o una provocazione, poi però mi sono dovuto arrendere: è successo davvero, una donna ha abortito un feto durante il secondo trimestre di gravidanza a causa di una grave malformazione (la Sindrome di Klinefelter) e, venti minuti dopo, ha ricevuto la "visita" di sette (sette!) poliziotti allertati da una "chiamata anonima" sul fatto che era in corso un aborto illegale. La donna è stata interrogata dai militari quando era ancora sotto narcosi (e reduce dalla terribile rinuncia ad un figlio per motivi di salute), i quali hanno poi sequestrato il feto morto su disposizione del PM.
Direi che la misura sia colma: ordinare un blitz di sette uomini per un presunto (visto che era consentito dalla legge 194) aborto illegale segnalato tramite telefonata anonima (tra l'altro, stamattina un magistrato a RaiNews24 diceva che un PM non può ordinare un intervento simile causa "soffiata anonima)? Chiedere ad una donna distrutta fisicamente dall'intervento e mentalmente dalla rinuncia al figlio se ha corrotto il medico per farla abortire? È esagerato dire che sono i primi risultati della campagna politico-demagogica del Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), con la sua proposta di moratoria sull'aborto e la sua lista "pro-life" (che termine orrendo. E chi si oppone cos'è, "pro-death"?) appoggiata dall'immancabile Ruini? Direi che Livia Turco e l'Unione Donne Italiane abbiano ragione a parlare di "caccia alle streghe", si è creato un clima veramente osceno: un'ondata reazionaria di una veemenza mai vista prima, che occupa spazi enormi sui media e che lascia uno spiraglio microscopico a chi, invece, si oppone.
E proprio questa cosa credo meriti una riflessione: perchè vediamo sempre nei giornali e nelle tv a rappresentare il mondo cattolico estremisti bigotti come Ruini, Giovanardi, la Binetti o Ratzinger, che vorrebbero tornare al Medio Evo e trasformare l'Italia in un Iran cattolico? Perchè non vediamo più spesso nei TG o nei programmi di approfondimento quei cattolici praticanti che però rispettano la laicità dello stato e non pretendono di imporre a tutti i loro dogmi? Capita poi che anche loro vengano etichettati come "bigotti" o affini appena si scopre che sono di fede cattolica e credo che la cosa non gli vada a genio. Vi racconto cosa è capitato a me: circa un anno fa ho conosciuto una persona (Ale, il cui blog è in cima alla lista dei miei link - ma solo perchè è in ordine alfabetico, non montarti la testa!) con la quale è nata subito una bella amicizia: condividiamo le passioni per il football, il basket, la politica, il mondo a stelle e strisce, l'informatica e le belle donne (soprattutto le belle donne). Inoltre è una persona con la quale è veramente piacevole discutere, in certi argomenti la pensiamo in maniera differente ma dobbiamo ancora litigare una volta. Dal suo blog capisco che è una persona molto religiosa e temo che il mio anticlericalismo possa portarmi a confliggere con lui, finchè non arriva il 15 gennaio: il Papa decide di non andare all'Università La Sapienza e Ale mi chiede un commento. Era la prima volta che affrontavamo un tema legato all'incrocio tra politica e religione, decido però di esporgli il mio pensiero senza censure: gli dico che per me è scandaloso che tutti i TG abbiano parlato di "censura" quando ha deciso lui di non andare alla lectio magistralis, che per me ha voluto fare il paraculo e farsi l'immagine di "vittima", che concordo con la lettera dei professori che si opponevano alla sua visita, che nessuno ha voluto "evitare il confronto" perchè non ce ne sarebbe stato alcuno, che chi vorrebbe imporre i suoi dogmi agli altri è l'ultimo che deve parlare di "paura del confronto" e che non mi sembra che alla voce del Papa venga solitamente riservato poco spazio. Ale mi risponde di essere fondamentalmente d'accordo con me e ne approfitta per parlare del suo rapporto fede-politica: crede che le posizioni del Papa in materia di fede vadano accettate, ma che per il resto le sue siano "opinioni di una qualsiasi autorità religiosa", non concepisce la condanna del preservativo nè quella della fecondazione eterologa, sostenendo che se Dio "ci ha fornito di intelligenza tale da creare invenzioni che permettono a coppie di fare figli non vedo perchè non si debbano usare" e chiude dicendo "poi io mi regolo in base alla mia coscienza, al mio credo, decido o meno se abortire, decido o meno se usare la fecondazione eterologa, ma non è giusto che la mia religione decida anche per te che non credi. Non siamo in una teocrazia, anche se a volte lo credo". Ecco: io credo che tra i cattolici praticanti ci sia molta più gente simile ad Ale che alla Binetti/Giovanardi e mi piacerebbe che nei media venisse dato più spazio ai primi e meno ai secondi.
Infine, visto il titolo che ho dato a questo post, credo che la chiusura migliore sia questo video:

Sproloquio di tommyblizzard alle 17:13

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martedì, 12 febbraio 2008, ore 01:33

Qualcuno avrebbe potuto pensare che avrei sorvolato sulla finale di domenica. Invece no, ho semplicemente evitato di scrivere a caldo per non influenzare la mia analisi della partita. Come primissima cosa, faccio i complimenti ad Avellino, squadra dal budget non certo faraonico o dal passato glorioso, ma capace di essere seconda in campionato pari a Roma, spendendo la metà della metà dei capitolini e giocando un basket ben organizzato dall'ottimo Boniciolli (grande uomo oltre che grande coach, ricordo bene le sue posizioni in quella maledetta estate 2003).
Veniamo a noi. Inutile girarci intorno: brucia. Brucia perchè è la terza finale consecutiva che perdiamo. Brucia perchè Avellino è forte ma si poteva vincere. Brucia per la scommessa benefica dei Forever Boys. Brucia perchè Best si fa male dopo 9'. Brucia perchè l'arbitraggio è stato vergognoso (anche se, ci tengo a precisarlo, Avellino ha vinto con merito). Brucia perchè Pasquali ci aveva fatto riassaporare il gusto della vittoria, ed è un sapore che dà dipendenza. Brucia perchè sei in casa. Infine, brucia sentire poco prima della palla a due il presidente di Lega auspicare una vittoria di Avellino "per il movimento", alla faccia dell'impazialità! Però, a mente fredda, possiamo anche fermarci a vedere cosa ha portato di buono questa Final 8, magari accorgendoci che le "bruciature" si possono guarire: anzitutto, la consapevolezza che Pasquali in 3 settimane ha fatto qualcosa che si avvicina molto al concetto di "miracolo". Ha preso un insieme di giocatori e li ha trasformati in una squadra. Ha poi dato loro un'anima, rendendoli capaci di reagire ai parziali avversari che regolarmente affondavano con largo anticipo la Virtus pillastriniana. Ha dato un significato alla parola "difesa", riuscendo anche a far accennare qualcosa di vagamente simile ad un movimento difensivo a Spencer. Ha dato degli schemi all'attacco, dove ora la palla gira e dove si forza solo quando c'è bisogno di forzare. Ha saputo rivitalizzare Anderson, davvero un altro giocatore rispetto all'inverecondo inizio di stagione. Inoltre, usciamo da questa Final 8 con la convinzione di poter giocare alla pari con chiunque, anche se qualcosa da aggiustare c'è ancora. La dipendenza da Best, per esempio: capitan Di Bella, purtroppo, è in un periodo nero e senza il nativo di Springfiled la regia dev'essere affidata a fuoriruolo come McGrath (molto positivo il fatto che stia ritrovando la mira) o Blizzard (buon ritorno, deve ritrovare il ritmo del tiro), nell'attesa di Bulleri (che comunque in regia non dà il meglio di sè). C'è da capire se e a cosa servano Garri e Crosariol, sui quali nutrivo speranze di rendimento migliore. Però la strada è buona e coach Pasquali sembra avere le idee vincenti, speriamo in bene!
Ora, tanto per andare a letto ad orari inverecondi (si nota che mi piace la parola "inverecondo"?) e per non parlare sempre e solo di sport, parliamo di un argomento caldo: la prostituzione. È notizia recente che a Modena, il neonato Partito Democratico, tramite il consigliere ex-DS Fausto Cigni, abbia proposto di aprire un quartiere a luci rosse in zona Bruciata (grazie Zeman per la segnalazione). Mini-approfondimento per i non-modenesi: il quartiere "La bruciata" è situato a Modena Ovest, dove c'è il Grandemilia, dove la Via Emilia porta a Reggio e dove di notte c'è più traffico che di giorno, causa la massiccia presenza di prostitute, tutte africane (le ucraine e le italiane sono sparse per la Via Emilia). Che dire sulla proposta? Mi trova completamente d'accordo. Non dirò cose nuove o mai dette, ma ci tengo ad esporre il mio pensiero: penso che la prostituzione vada legalizzata (e regolamentata) e che i danni provocati dalla legge Merlin siano sottovalutati da molti. I residenti che si lamentano perchè il loro quartiere è pieno di lucciole è il minimo dei problemi: che dire di loro, ragazze non sempre maggiorenni raggirate (quando non rapite), schiavizzate e derubate da esseri che più che umani definirei "antropomorfi"? La repressione ha fallito, ma era ovvio che finisse così: si è partiti con l'idea che il problema fosse la "prostituzione", mentre se lo chiamano "il mestiere più vecchio del mondo" ci sarà un motivo. Il problema, come già detto, è lo sfruttamento della prostituzione, i "magnaccia" e le condizioni tremende a cui sono sottoposte le povere ragazze sbattute sulle strade. Inoltre, anche adottando una logica proibizionista e bigotta, come fai a reprimere il fenomeno? Multi le ragazze? Come fai a stabilire inequivocabilmente che si sta prostituendo? Multi i clienti? Come fai a stabilire inequivocabilmente che sia un "puttaniere"? Si dice "fatta la legge, trovato l'inganno", in questo caso l'inganno precede addirittura la legge. Io sono per la legalizzazione e regolamentazione: possibilità di ricevere clienti a casa propria previa autorizzazione, in modo che si possano effettuare visite mediche obbligatorie regolari, rilasciare fatture e pagare le tasse. Possibilità di creare quartieri a luci rosse modello Amsterdam o case chiuse, sottoposte agli stessi prerequisiti di cui sopra con controlli ulteriori legali e finanziari per prevenire immigrazioni clandestine e/o sfruttamento. Una volta creato un sistema legale nessuno andrebbe più a fare dei P.T. (Puttan Tour) per strada, non ci sarebbe più traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali subirebbero un duro colpo finanziario, direi che sarebbe un discreto risultato. E basta con i moralismi: se un uomo è disposto a pagare per fare sesso e una donna è disposta a fare sesso in cambio di soldi senza costrizione alcuna, che problema c'è (il discorso vale anche mutatis mutandis, ovviamente)? Beh, effettivamente un problemino ci sarebbe e per questo le mie proposte sono destinate a rimanere tali. Anzi, perchè "le MIE proposte"? Le NOSTRE proposte. Ormai molta gente si è convinta che l'unica cosa da fare per risolvere questa situazione sia legalizzare e regolamentare. A questo proposito prendo in prestito una frase di Daniele Luttazzi (è riferita alle droghe leggere, ma vale anche per la prostituzione): "Quando si parla di legalizzazione delle droghe leggere la gente applaude, dimostrando di essere più avanti della classe politica. Poi però la gente non vota come applaude". Infine, sono contento che un esponente del PD abbia lanciato questa proposta, finalmente sento qualcosa di buono provenire da un partito che finora non mi ha convinto per nulla.
Chiudo con un tributo ad un grande genio contemporaneo: Luca Serri e il suo pensiero riguardo al tema appena affrontato:

Sproloquio di tommyblizzard alle 01:33

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